Esoterismo

Chakra del Cuore

Il Chakra del Cuore (sanscrito अनाहत, Anahata, «non colpito», «suono che non nasce dall'urto») è il quarto dei sette chakra principali, situato al centro del petto, all'altezza del cuore fisico. Associato al colore verde (talvolta rosa) e all'elemento aria, governa l'amore, la compassione, la connessione, il perdono e la guarigione. È il ponte tra i tre chakra inferiori (corpo, emozione, volontà) e i tre superiori (espressione, intuizione, spirito). Per te, lavorare sull'Anahata significa imparare ad amare in modo libero e maturo, te stesso e gli altri.

Origine

L'Anahata è descritto nei testi tantrici medievali, in particolare nella Sat-Chakra-Nirupana (1577) e nella Shiva Samhita. È raffigurato come un loto a dodici petali di colore rosso vermiglio (nella tradizione classica indù) o verde (nella sintesi occidentale), su cui campeggiano dodici sillabe sanscrite. Al centro si trovano due triangoli intrecciati che formano un esagramma - simile alla stella di Davide - simbolo dell'unione dell'energia ascendente (femminile) e discendente (maschile). La sillaba seme è YAM. Le divinità presidenti sono Isha (forma di Shiva) e Kakini Shakti.

Il nome anahata, «non colpito», allude al suono primordiale che il mistico percepisce nel cuore: vibrazione spontanea della creazione, non prodotta da nessun urto fisico. In Occidente, l'Anahata fu introdotto da Arthur Avalon (1919) e dalla Teosofia di Charles Leadbeater. Negli anni '80-'90, autori come Anodea Judith, Caroline Myss e Christiane Northrup hanno collegato il chakra del cuore alle moderne ricerche sul cuore neurocardiaco (HeartMath Institute, 1991), che ha documentato un campo elettromagnetico cardiaco misurabile fino a tre metri di distanza.

Significato e squilibri

L'Anahata presiede al regno dell'amore in tutte le sue forme: amore di sé, amore romantico, amore amicale, compassione universale. Quando è equilibrato, sai amare senza dipendenza né distanza, accogli le emozioni altrui senza esserne contagiato, vivi con apertura e gratitudine. Quando è bloccato per eccesso, sviluppi codipendenza, sacrificio compulsivo, gelosia, soffocamento dell'altro. Quando è bloccato per difetto, prevalgono isolamento emotivo, paura dell'intimità, durezza, rancore, incapacità di perdonare.

Sul piano fisico, l'Anahata è collegato al cuore, ai polmoni, alla circolazione, al timo, alle braccia e alle mani. Gli squilibri possono manifestarsi come malattie cardiovascolari, asma, problemi respiratori, disturbi linfatici, indolenzimento alle spalle. Sul piano emotivo, governa la qualità delle relazioni profonde, la capacità di ricevere e di donare, il riconoscimento della comune umanità con tutti gli esseri viventi.

In pratica

Per armonizzare l'Anahata, lo yoga propone asana che aprono il petto: Ustrasana (cammello), Bhujangasana (cobra), Matsyasana (pesce), Setu Bandhasana (ponte), Anahatasana (cuore disteso). Il bija mantra da intonare è YAM, focalizzando l'attenzione al centro del petto. La pratica della metta bhavana buddista (meditazione di amore benevolo) e l'ho'oponopono hawaiano lavorano direttamente sul cuore.

I cristalli associati sono il quarzo rosa, l'avventurina verde, lo smeraldo, la malachite e la rodonite. Gli oli essenziali utili sono rosa, gelsomino, melissa, eucalipto e neroli. Cibi verdi (cavolo, spinaci, broccoli, avocado, kiwi) e tè verde nutrono questo chakra. Nel Glossario approfondisci anche Manipura, Vishuddha, Dharma.

Profondità simbolica

Il simbolo dell'Anahata è il loto a dodici petali con l'esagramma centrale, immagine dell'unione di opposti: maschile e femminile, alto e basso, cielo e terra. L'elemento aria richiama la carta degli Innamorati dei tarocchi (VI), arcano dell'amore consapevole, e il pianeta Venere nell'astrologia tradizionale, signora dell'eros e della relazione armoniosa.

Nella Cabala, l'Anahata dialoga con la sephirah Tiferet («Bellezza»), centro dell'Albero della Vita, sede del Cristo cosmico e dell'equilibrio tra giustizia e misericordia. Junghianamente, corrisponde all'incontro tra animus e anima, momento centrale del processo di individuazione. Il Buddha indicava il cuore come sede del bodhicitta, la mente del risveglio orientata al bene di tutti gli esseri. Esplora il Glossario per altri ponti con le tradizioni mistiche.

Conosciuto anche come

  • Anahata
  • quarto chakra
  • chakra verde
  • centro del cuore
  • plesso cardiaco

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