Esoterismo

Terzo Occhio

Il Terzo Occhio (sanscrito आज्ञा, Ajna, «comando», «percezione») è il sesto dei sette chakra principali, situato al centro della fronte, tra le sopracciglia, leggermente al di sopra. Associato al colore indaco (talvolta viola scuro) e all'elemento luce, governa l'intuizione, la visione interiore, la chiaroveggenza, la saggezza e la facoltà di vedere oltre l'apparenza. È il centro del veggente, del visionario, del mistico. Per te, lavorare sull'Ajna significa risvegliare la percezione sottile che oltrepassa il pensiero razionale e i sensi ordinari.

Origine

L'Ajna è descritto nei testi tantrici medievali, in particolare nella Sat-Chakra-Nirupana (1577) e nella Shiva Samhita. È raffigurato come un loto a due petali bianchi o argentei, sui quali si dispongono le sillabe HA e KSA. Al centro si trova un triangolo bianco con il lingam (simbolo di Shiva) e la sillaba OM. Le divinità presidenti sono Shambhu (Shiva) e Hakini Shakti, dea dai sei volti. I due petali simboleggiano l'unione dei due canali sottili ida e pingala che qui confluiscono nel canale centrale sushumna.

L'idea di un terzo occhio è universale: Shiva è raffigurato con un occhio frontale capace di incenerire il cosmo; gli antichi Egizi parlavano dell'occhio di Horus; gli iniziati dei Misteri Eleusini cercavano la visione interiore. La medicina occidentale identifica una corrispondenza fisica nell'epifisi (o ghiandola pineale), descritta da Cartesio nel XVII secolo come «sede dell'anima». Helena Blavatsky e la Teosofia (1875) collegarono esplicitamente il terzo occhio all'epifisi atrofizzata della modernità.

Significato e squilibri

L'Ajna presiede al regno della percezione sottile e della saggezza intuitiva. Quando è equilibrato, hai accesso facile all'intuizione, distingui il vero dal falso, ricordi i sogni con chiarezza, sviluppi visioni creative, mantieni la mente lucida senza eccesso di analisi. Quando è bloccato per eccesso, sviluppi allucinazioni, ossessioni mentali, illusioni paranoiche, dissociazione dalla realtà concreta. Quando è bloccato per difetto, prevalgono cecità intuitiva, materialismo ottuso, scetticismo dogmatico, difficoltà a immaginare, sogni dimenticati.

Sul piano fisico, l'Ajna è collegato all'epifisi (ghiandola pineale), all'ipofisi, agli occhi, al sistema nervoso centrale e al cervello. Gli squilibri possono manifestarsi come emicranie, disturbi visivi, insonnia, problemi neurologici, disturbi del sonno REM. Sul piano emotivo, governa la capacità di vedere chiaramente in sé stessi e nel mondo, di intuire la verità nascosta dietro le apparenze, di mantenere la presenza vigile (witness consciousness).

In pratica

Per armonizzare l'Ajna, lo yoga propone tecniche specifiche: Bhramari pranayama (respirazione dell'ape), Trataka (fissazione visiva su una fiamma di candela), Shambhavi mudra (sguardo concentrato tra le sopracciglia). Il bija mantra da intonare è OM, focalizzando l'attenzione tra le sopracciglia. Anche la meditazione silenziosa, la pratica dei sogni lucidi, la divinazione (tarocchi, rune, astrologia) attivano questo centro.

I cristalli associati sono l'ametista, il lapislazzuli, la sodalite, la fluorite viola e l'iolite. Gli oli essenziali utili sono lavanda, salvia sclarea, gelsomino, mirra e olibano. Cibi blu-indaco (mirtilli, more, uva nera, prugne) e tisane lenitive nutrono il terzo occhio. Nel Glossario approfondisci anche Vishuddha, Sahasrara, Akasha.

Profondità simbolica

Il simbolo dell'Ajna è il loto a due petali con il triangolo bianco al centro, immagine dell'unione di intuizione e ragione, di lunare e solare. L'occhio di Horus, l'occhio onniveggente della massoneria e l'occhio frontale di Shiva sono tutte raffigurazioni dello stesso archetipo. Il pianeta corrispondente nell'astrologia tradizionale è la Luna (intuizione) e Mercurio (visione mentale), e i tarocchi associati sono la Papessa (II, la saggezza intuitiva) e l'Eremita (IX, la lanterna della saggezza interiore).

Nella Cabala, l'Ajna dialoga con le sephirot Chokmah («Sapienza») e Binah («Comprensione»), il padre e la madre supremi dell'Albero della Vita, da cui scaturisce ogni distinzione cognitiva. Junghianamente, corrisponde alla visione del Sé, l'archetipo centrale della totalità psichica. Cartesio identificò l'epifisi come punto di contatto tra anima e corpo. Esplora il Glossario per altri ponti tra terzo occhio e tradizione esoterica occidentale.

Conosciuto anche come

  • Ajna
  • sesto chakra
  • chakra indaco
  • occhio di Shiva
  • epifisi

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