Oracolo di Delfi
L'Oracolo di Delfi era il più importante santuario divinatorio del mondo greco antico, dedicato al dio Apollo e situato sulle pendici del monte Parnaso, nella regione della Focide, in Grecia centrale. Funzionò ininterrottamente per circa dodici secoli (dall'VIII a.C. al IV d.C.), influenzando profondamente la storia politica, religiosa e culturale del Mediterraneo. La sacerdotessa che pronunciava gli oracoli era la Pizia (Pythia), donna scelta tra le abitanti del villaggio, che entrava in trance e profetizzava in nome di Apollo. I responsi, spesso ambigui, erano interpretati da sacerdoti specializzati e trascritti in esametri.
Origine
Il santuario sorge in un sito di culto antichissimo: scavi archeologici hanno rivelato attività rituale dal periodo miceneo (XV-XII sec. a.C.). Il mito racconta che Delfi era originariamente dedicata a Gea (la Terra) e custodita dal drago Pitone. Apollo, dio dell'oracolo e della profezia, uccise Pitone con le sue frecce e prese possesso del santuario. Da qui il nome Pythia della sacerdotessa e Pytho del luogo. Il nome Delfi (Delphoi) deriverebbe da delphys (utero), simboleggiando il centro materno del mondo greco.
La tradizione vuole che Apollo abbia segnato il centro del mondo a Delfi tramite due aquile rilasciate da Zeus dai due confini opposti della terra: si incontrarono esattamente sopra il santuario. Lì fu collocato l'omphalos («ombelico»), pietra conica di marmo che marcava il centro del cosmo. Il funzionamento storico dell'oracolo iniziò nell'VIII sec. a.C. (Omero, Iliade IX, lo cita già) e raggiunse l'apogeo nel VI-V sec. a.C. Per il contesto consulta nel Glossario le voci Sibilla e Veggenza.
Funzionamento
Il rito oracolare si svolgeva nei nove giorni più favorevoli di ciascuno degli otto mesi di apertura (l'oracolo era chiuso d'inverno). La Pizia si purificava bagnandosi nella fonte Castalia, beveva l'acqua della fonte Cassotis, masticava foglie di alloro (pianta sacra ad Apollo), bruciava farina d'orzo. Entrava nell'adyton, camera segreta del tempio, e si sedeva su un tripode bronzeo posto sopra una fenditura della roccia da cui esalavano vapori (pneuma). In stato di trance pronunciava parole incoerenti che i profeti traducevano in esametri.
Studi geologici recenti (De Boer & Hale, 2001; pubblicati su Geology) hanno confermato che il sito sorge sull'intersezione di due faglie attive e che da esse esalano gas idrocarburici - etilene in particolare - capaci di produrre stati alterati di coscienza. Questa scoperta ha riabilitato il racconto antico di Plutarco (sacerdote di Apollo a Delfi nel I-II sec. d.C.), per secoli considerato leggendario. La consultazione costava un pelanos (focaccia rituale) e il sacrificio di una capra; gli Stati pagavano somme molto maggiori. Esplora Divinazione.
In pratica
Sull'ingresso del tempio erano scolpite tre massime fondamentali, attribuite ai Sette Sapienti: «Conosci te stesso» (gnothi seauton), «Nulla di troppo» (meden agan) e «Garante, ne segue rovina» (engýa, pára d'áta). La prima divenne il motto della filosofia socratica e platonica: Socrate, secondo l'Apologia, fu indotto alla sua missione filosofica dall'oracolo delfico che dichiarò «nessuno è più sapiente di Socrate» (Apologia 20e-21a).
Tu non puoi più consultare l'oracolo di Delfi (l'editto di Teodosio del 392 d.C. chiuse i culti pagani) ma puoi visitare l'imponente sito archeologico patrimonio UNESCO (1987), con il tempio di Apollo, il teatro, lo stadio, il tesoro degli Ateniesi, il museo con la celebre statua dell'Auriga. Per pratiche divinatorie attuali consulta l'hub Manzie: il fumo e l'acqua richiamano i vapori e le fonti delfiche. Il Tarocco conserva la struttura simbolica oracolare.
Profondità simbolica
Gli oracoli di Delfi più famosi influenzarono la storia. Creso, re di Lidia, ricevette nel 547 a.C. il responso: «Se Creso attraverserà l'Halys distruggerà un grande regno». Lo attraversò, attaccò Ciro il Persiano e fu il proprio regno a cadere. Temistocle nel 480 a.C., prima di Salamina, ricevette l'oracolo delle «mura di legno»: interpretò che fossero le navi e salvò la Grecia dai Persiani. Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno consultarono regolarmente Delfi. L'oracolo non era superstizione individuale ma istituzione politica panellenica.
Plutarco, nei suoi dialoghi «Sul declino degli oracoli» e «Sull'E di Delfi», riflette sul progressivo silenzio del santuario nell'epoca imperiale: il pneuma profetico si era esaurito. L'imperatore Giuliano l'Apostata (361-363 d.C.) ricevette l'ultimo oracolo storico: «Dite al re: è caduto il tempio mirabile, Febo non ha più dimora né antro profetico né sorgente parlante; tace anche l'acqua loquace». Esplora correlazioni con Sibilla, Necromanzia, Ermetica.
Conosciuto anche come
- Oracolo Delfico
- Santuario di Apollo
- Pizia
- Oracolo Pitio
- Pythia