Mantica

Sortilegio

Il Sortilegio (dal latino sortilegium, composto di sors, sorte, e legere, leggere o raccogliere) è la pratica divinatoria che consiste nel «tirare a sorte» per ottenere risposte da un'autorità trascendente. Tecnicamente, si gettano o si pescano oggetti casuali (bastoncini, sassolini, pezzi di legno con segni, monete, foglie, lotti numerati) e l'estrazione viene letta come messaggio divino. Una variante specifica è la bibliomanzia o sortes biblicae: aprire a caso un libro sacro (Bibbia, Virgilio, I Ching, Corano) e leggere il versetto come oracolo. Il sortilegio è probabilmente la più antica e universale forma di divinazione strutturata.

Origine

Le radici del sortilegio affondano nel Neolitico: bastoncini di osso incisi con segni regolari sono stati trovati in siti paleolitici e neolitici di tutta Europa. La Bibbia ebraica descrive l'uso di «Urim e Tummim» (oggetti da sorteggio sul pettorale del sommo sacerdote, Esodo 28,30) per consultare Dio: l'estrazione tra due opzioni rivelava il volere divino. In Grecia, le sortes erano pratica diffusa: bastoncini con segni nei santuari di Apollo, di Tyche (Fortuna), di Pan. A Preneste (Palestrina, Italia), il famoso oracolum sortium di Fortuna Primigenia attirava consultanti da tutta Italia: un bambino estraeva a sorte una tavoletta lignea iscritta con sentenze enigmatiche.

Le sortes virgilianae (apertura casuale dell'Eneide) erano pratica molto diffusa nell'antica Roma e nel Medioevo cristiano: anche imperatori (Adriano, secondo l'Historia Augusta) e papi consultarono Virgilio. Le sortes biblicae sono attestate dai primi secoli del cristianesimo: aprire a caso la Bibbia per ricevere guida da Dio. Sant'Agostino nelle «Confessioni» (VIII, 12, 29) narra la sua conversione avvenuta tramite un'apertura a caso delle Lettere di Paolo: «tolle, lege» (prendi, leggi). La pratica restò popolare fino al XIX secolo. Per il contesto consulta nel Glossario Veggenza.

Tipologie di sortilegio

Le varianti del sortilegio sono innumerevoli. Belomanzia: con frecce, scuotendone un fascio e leggendo quella che cadeva per prima (popolare tra Arabi pre-islamici, citata nel Corano). Rabdomanzia: con bastoncini gettati. Cleromanzia: con pietre o lotti numerati (cleros in greco significa «porzione, sorte»). Bibliomanzia: con libri sacri. Stichomanzia: con versi poetici. Astragalomanzia: con ossicini (astragali), antenati dei dadi. In Africa occidentale, l'oracolo Ifa yoruba usa sedici noci di palma tirate a sorte (UNESCO 2005).

La cleromanzia biblica è ancora oggi praticata nell'elezione di alcuni papati e dignitari religiosi. Il Mathias apostolo fu scelto «tirando a sorte» (Atti degli Apostoli 1, 26) per sostituire Giuda. La regola di San Benedetto (VI sec.) prevedeva l'apertura a caso della Bibbia per dirimere questioni monastiche. La Pythia di Delfi, nelle giornate ordinarie, usava sortilegio con fave (bianche e nere) per quesiti sì/no, riservando la grande mantica ai casi importanti. Esplora Divinazione per il contesto teorico.

In pratica

Tu puoi praticare semplici sortilegi con materiali domestici. Il più immediato è la bibliomanzia: prendi un libro che ami profondamente (Bibbia, Eneide, Divina Commedia, Tao Te Ching, opere di un poeta caro), tienilo tra le mani, formula mentalmente un quesito chiaro, apri a caso con il pollice, leggi i primi versi o le prime righe che cadono sotto lo sguardo. Anche se il legame con il quesito sembra oscuro, lascialo decantare per qualche giorno: spesso il senso si rivela. La regola tradizionale è non interrogare due volte lo stesso libro nello stesso giorno.

Sortilegio con sassolini: raccogli sette piccoli sassi diversi (uno bianco, uno nero, uno rosso, uno con buco naturale, uno con vena di colore, etc.), assegna a ciascuno un significato (sì/no/forse/attesa/azione/silenzio/cambiamento), mettili in un sacchetto. Pesca uno alla volta dopo aver formulato il quesito. Per pratiche divinatorie strutturate esplora la Cubomanzia, la Dominomanzia, e l'Oracolo. Anche il Tarocco è essenzialmente forma raffinata di sortilegio. Hub Manzie.

Profondità simbolica

Il sortilegio incarna una filosofia del caso significativo. L'antichità non distingueva caso da destino: ciò che capita per sorte capita per volere divino. Il latino fortuna (la dea della sorte) e fatum (il destino fissato) sono strettamente legati. La sociologia delle religioni (Roberto Tessari, Mircea Eliade) interpreta il sortilegio come strategia decisionale: in situazioni dove la razionalità si ferma (impossibilità di calcolare, troppe variabili, urgenza), il rito di sorteggio permette di scegliere senza paralisi, riconoscendo la decisione come data piuttosto che presa.

Carl Gustav Jung interpretò profondamente il sortilegio. La sua celebre introduzione all'I Ching (1949), classico testo di sortilegio cinese, è manifesto della sincronicità: il caso (lancio di monete o steli di achillea) produce risposte significative attraverso uno strato profondo della realtà dove psiche e materia comunicano. Marie-Louise von Franz in «On Divination and Synchronicity» (1980) sviluppa: il sortilegio non «predice» ma rivela strutture archetipiche presenti nella situazione del consultante. Esplora correlazioni con Sincronicità, Archetipi, Cubomanzia, Geomanzia.

Conosciuto anche come

  • Sortes
  • Cleromanzia
  • Bibliomanzia
  • Tirare a Sorte
  • Sortes Biblicae

← Torna al Glossario