Iside
Iside (egizio Aset, «trono», greco Ἶσις) è la grande dea egizia della magia, della maternità, della guarigione e della sovranità, sposa e sorella di Osiride, madre di Horus, signora delle parole di potere. Adorata in Egitto dall'Antico Regno fino alla chiusura dei templi nel VI sec. d.C., diviene in epoca ellenistica e romana «dea dei diecimila nomi», assimilando attributi di Demetra, Afrodite, Ecate e Astarte. Per te Iside rappresenta l'archetipo della madre cosmica magica, della donna che riassembla i frammenti del divino, della maga che padroneggia il nome segreto del cosmo.
Mito e origine
I Testi delle Piramidi (ca. 2400-2300 a.C.), incisi nelle camere funerarie dei faraoni dalla V dinastia, sono la più antica fonte scritta su Iside. La presentano già come moglie di Osiride, madre di Horus, sorella di Nefti, figlia di Geb (terra) e di Nut (cielo). Il Libro dei Morti (ca. 1550 a.C.), raccolta di formule per l'aldilà, ne celebra il ruolo di guida delle anime. Plutarco, in Iside e Osiride (ca. 100 d.C.), riassume per il pubblico greco il mito centrale: il fratello Seth uccide e smembra Osiride disperdendone i pezzi nel Nilo; Iside li ricerca per tutto l'Egitto, li raccoglie tutti tranne il fallo (mangiato dai pesci, sostituito da uno d'oro), e con un rito magico riassembla il corpo e lo riporta temporaneamente in vita per concepire Horus.
Il culto di Iside dall'Egitto si diffuse nel Mediterraneo ellenistico dal IV sec. a.C., conquistò Roma nel I sec. a.C. (col tempio del Campo Marzio) e divenne una delle religioni misteriche più importanti dell'impero. Apuleio, nelle Metamorfosi (libro XI, II sec. d.C.), descrive l'iniziazione del protagonista Lucio nei misteri isiaci, momento centrale della sua trasformazione spirituale. L'Aretalogia di Cima (I sec. a.C.) elenca i suoi poteri nella forma «Io sono Iside, la grande dea di...». Templi importanti: Philae (chiuso solo nel 537 d.C. da Giustiniano), Behbeit el-Hagar, Pompei, Roma.
Attributi e storie
Riconosci Iside dal trono geroglifico sulla testa (geroglifico Aset = trono), dal disco solare tra le corna bovine (attributo di Hathor con cui si fonde dal Nuovo Regno), dalle ali aperte che proteggono come madre cosmica, dall'ankh (segno della vita) e dal sistro. Suoi epiteti: Weret-Hekau (grande di magia), Mut-Netjer (madre del dio Horus-Re), Stella Maris (in epoca romana, dei marinai), Iside Pelagia (del mare), Iside Panthea (dei diecimila nomi). I sacerdoti isiaci portavano teste rasate e tuniche di lino bianco, simbolo di purità.
Tra i miti chiave: la ricerca dei pezzi di Osiride, archetipo del lutto trasformatore e della ricomposizione magica; la nascita di Horus a Khemmis nelle paludi del Delta, dove lo allevò nascosto a Seth, curandolo dai morsi di scorpione e serpenti; l'astuzia con cui Iside conquistò il nome segreto di Ra: creò un serpente di argilla mescolata alla saliva del sole, che lo morse all'imboscata; per guarire, Ra fu costretto a rivelarle il proprio nome di potere; Iside acquisì così sovranità sull'intero cosmo. Patrocinò inoltre il giudizio di Horus contro Seth davanti al tribunale degli dèi, vincendo con argomenti astuti.
Ricezione moderna
Nel Rinascimento, Iside fu riscoperta attraverso l'Hieroglyphica di Horapollo (V sec. d.C., pubblicato 1505) e l'Oedipus Aegyptiacus di Athanasius Kircher (1652-1654). Per Giordano Bruno, Marsilio Ficino e l'ermetismo rinascimentale, ella era figura della sapienza primordiale. La Massoneria settecentesca, in particolare il rito egizio di Cagliostro, ne fece icona iniziatica. Il flauto magico di Mozart (1791) la celebra come dea dei misteri benevoli. Nel 1875 Helena Petrovna Blavatsky pubblicò Iside svelata, manifesto della Teosofia. Aleister Crowley e l'Ordine Templare Orientale del Novecento la collocarono al centro della Stella d'Argento. Dion Fortune scrisse The Sea Priestess (1938) ispirato a Iside. Movimenti neopagani contemporanei come la Fellowship of Isis (fondata in Irlanda nel 1976) la venerano.
Astrologicamente Iside è associata all'asteroide 42 Isis, scoperto nel 1856, e simbolicamente alla Luna, alla congiunzione di Luna e Venere, e a Sirio (Sothis nei testi egizi), stella della sua manifestazione celeste, il cui sorgere eliaco annunciava la piena del Nilo. Nel neopaganesimo riceve offerte di latte, miele, incenso, lattuga, rose. Le iniziazioni isiache moderne propongono rituali di lutto-ricomposizione, allineati al ciclo lunare. Esplora la tua dea interiore con il test delle divinità mitologiche.
Profondità simbolica
Nei tarocchi Iside risuona con La Sacerdotessa, secondo arcano maggiore, che alcuni mazzi (Crowley, Waite) rappresentano direttamente come Iside con il disco lunare e il velo dei misteri. Risuona anche con L'Imperatrice per la maternità cosmica e con La Stella, diciassettesimo arcano, figura nuda che versa l'acqua di Sothis-Sirio. Il velo di Iside che «nessun mortale ha sollevato» (motto rinascimentale derivato da Plutarco) è la metafora classica del mistero. Sull'Albero della Vita la sua sephirah è Binah (la Madre Suprema) e Yesod (la Luna astrale).
Simbolicamente incontri Iside quando una situazione chiede pazienza per riassemblare ciò che è stato disperso, magia operativa, maternità nei confronti di un progetto o di una persona, perseveranza nel lutto. La sua ombra appare come dipendenza dal compito di salvataggio, identificazione totale con la figura della maga onnipotente, segretezza che diventa elitismo. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti se la tua magia serve davvero la rinascita o se nutre il tuo controllo. Prosegui con Osiride, suo sposo ricomposto, con Horus, suo figlio, oppure torna al glossario principale.
Conosciuto anche come
- Aset
- Iside Panthea
- Stella Maris
- Iside Pelagia
- Mut-Netjer