Mitologia

Persefone

Persefone (greco Περσεφόνη), chiamata anche Kore («fanciulla»), è la dea della primavera vegetale, signora degli inferi al fianco di Ade per metà dell'anno, figlia di Zeus e Demetra. Il suo rapimento e il ritorno stagionale dal regno dei morti fondano i Misteri Eleusini e il mito eziologico delle stagioni. Il suo equivalente romano è Proserpina. Per te Persefone rappresenta l'archetipo della doppia natura femminile - fanciulla e regina, luce e ombra -, dell'iniziazione attraverso il rapimento, e della soglia tra innocenza e potere conquistato a caro prezzo.

Mito e origine

L'Inno omerico a Demetra (VII sec. a.C., il secondo del corpus, 495 versi) è la fonte primaria: Persefone, fanciulla, coglieva narcisi nella piana di Nisa (o di Enna in Sicilia, secondo Ovidio) insieme alle figlie di Oceano. Si chinò per un narciso particolarmente bello - tranello tesole da Gea su richiesta di Zeus - e la terra si aprì, emergendone Ade sul carro nero. Il dio la rapì e la condusse nel proprio regno per farne la sposa. Demetra, ignara, vagò per nove giorni cercandola con torce accese, finché Elios le rivelò il colpevole. La dea, in lutto, abbandonò l'Olimpo e fece sterile la terra. Solo dopo un anno di carestia, Zeus inviò Ermes a recuperare Persefone.

Ade, prima di lasciarla partire, le offrì sei (o quattro) chicchi di melograno che ella mangiò, vincolandosi così agli inferi per altrettanti mesi all'anno. Da allora Persefone trascorre un terzo (o metà) dell'anno nel regno sotterraneo come regina dei morti, e i restanti mesi sulla terra con la madre, dove la sua presenza fa rifiorire la vegetazione. Apollodoro (Biblioteca 1.5) e Ovidio (Metamorfosi V e Fasti IV) trasmettono varianti. Il santuario eleusino, attivo dal XV sec. a.C. fino al 392 d.C., celebrava i Grandi Misteri nel mese di Boedromione (settembre-ottobre), iniziando i fedeli al mistero della sua doppia esistenza.

Attributi e storie

Riconosci Persefone dal melograno (frutto della scelta), dal narciso e dall'asfodelo, dalla torcia accesa, dalla corona regale degli inferi, dal gallo, dal pipistrello, dal serpente. Come Kore appare giovanetta, vestita di leggero, mentre come regina dell'oltretomba indossa abiti regali e siede in trono accanto ad Ade. Suoi epiteti: Kore (fanciulla), Despoina (signora), Praxidike (giustiziera), Hagne (pura), Soteira (salvatrice), e nel culto orfico Persephassa. La sua iconografia si distingue in scene di rapimento (Ratto di Proserpina di Bernini, 1622) e di trono coniugale con Ade.

Tra i miti chiave: nelle tradizioni orfiche Persefone è madre di Dioniso-Zagreo, generato da Zeus in forma serpentina; il bambino divino è smembrato dai Titani e da lui nasce l'umanità mista di elementi titanici e dionisiaci. Persefone respinse l'amore di Adone, conteso con Afrodite, dividendone il tempo con la rivale (terzo dell'anno ciascuna, un terzo a scelta del giovane). Accolse Orfeo nel suo regno, commovendosi al canto e concedendogli di riportare Euridice, a condizione di non guardarla. Punì Minte, ninfa amata da Ade, trasformandola nella pianta omonima. Eumolpo, fondatore eleusino, ricevette da lei i misteri da trasmettere ai discendenti.

Ricezione moderna

Jean Shinoda Bolen, in Le dee dentro la donna (1984), descrive Persefone in duplice archetipo: la Kore eternamente fanciulla, ricettiva e influenzabile, e la Regina degli Inferi, donna integrata che ha attraversato la propria ombra e regna sulla profondità. La trasformazione dall'una all'altra è l'individuazione femminile per eccellenza. Carl Kerényi e Carl Jung, in Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia (1941), dedicano un saggio centrale alla «Kore divina». Sylvia Brinton Perera, in Discesa alla dea (1981), benché si concentri su Inanna, lavora sullo stesso archetipo. In letteratura compare in La cattura di Persefone di A.E. Stallings (2002), nei romanzi di Madeline Miller e nella saga Demoniaca di Madelaine Roux.

Astrologicamente Persefone è associata all'asteroide 399 Persephone, scoperto nel 1895, e simbolicamente a Plutone per il versante regale-sotterraneo, mentre la Kore-fanciulla risuona con Venere e con la Luna. Alcuni astrologi psicologici lavorano l'asse nodale come asse Persefonico: nodo nord come ritorno alla luce, nodo sud come radici negli inferi. Nel neopaganesimo Persefone riceve offerte di melograni, narcisi, miele, vino dolce. I Misteri Eleusini moderni - di tradizione tellesterica e helleniana - vengono celebrati in autunno. Esplora la tua dea interiore con il test delle divinità mitologiche.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Persefone risuona con La Sacerdotessa, secondo arcano maggiore, custode dei misteri tra le due colonne, melograni sul velo e tiara lunare. Risuona anche con La Morte e con La Luna per le sue due dimensioni. La Regina di Coppe nella sua versione misterica e la Regina di Pentacoli nella sua dimensione di regina del regno minerale ne riflettono aspetti. Sull'Albero della Vita la sua sephirah principale è Binah (la Madre cosmica, anche Madre del Lutto), ma si estende a Malkuth, sephirah del Regno terrestre dove la Shekhinah esiliata corrisponde alla Persefone-Kore.

Simbolicamente incontri Persefone quando una situazione chiede di accettare un'iniziazione difficile, di accogliere un'esperienza che ti porta nel buio e ne torna trasformata, di riconoscere la doppia cittadinanza tra mondi diversi della tua vita. La sua ombra appare come passività di fronte al «rapimento» (lasciarsi travolgere da forze esterne), oppure come identificazione esclusiva con il regno oscuro che impedisce il ritorno alla luce. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti dove ti chiama la tua iniziazione attuale. Prosegui con Demetra, sua madre, con Ade, suo sposo, oppure torna al glossario principale.

Conosciuto anche come

  • Proserpina
  • Kore
  • Despoina
  • Persephassa
  • Regina degli Inferi

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