Tradizioni

Sufismo

Il Sufismo (in arabo «taṣawwuf», تَصَوُّف) è la tradizione mistica dell'Islam, via interiore di unione con Dio attraverso l'amore, la conoscenza esoterica (ma'rifa) e la disciplina spirituale. Il termine deriva dal «sūf», la lana grezza delle vesti dei primi asceti. Si sviluppa dal VII-VIII secolo, fiorisce con maestri come Rumi, Ibn Arabi, al-Hallaj, al-Ghazali, e si organizza in ordini (turuq, sing. tariqa) come Mevlevi, Naqshbandi, Qadiri, Chishti, Shadhili. Caratteristiche distintive: dhikr (ricordo di Dio), pratiche estatiche, danza vorticosa dei dervisci.

Origine

Il sufismo nasce nei primi secoli dell'Islam come reazione mistico-ascetica al formalismo legale crescente. I primi sufi (VII-IX sec.) furono asceti come Hasan al-Basri (642-728), la celebre Rabi'a al-Adawiyya (713-801, prima donna mistica dell'Islam, sviluppò la dottrina dell'amore puro), Bayazid Bistami (804-874, mistico estatico). Il martire al-Hallaj (858-922) fu giustiziato a Baghdad per aver dichiarato «Ana al-Haqq» (Io sono la Verità/Dio), affermazione del «fana'» (annichilimento mistico in Dio).

La sistematizzazione teologica avvenne con al-Ghazali (1058-1111), che nella sua «Ihya 'Ulum al-Din» (Rivivificazione delle scienze religiose) integrò sufismo e teologia ortodossa, dando al sufismo riconoscimento nel sunnismo. Ibn Arabi (1165-1240), spagnolo di Murcia detto «Sheikh al-Akbar» (Maestro Maggiore), elaborò la dottrina dell'unità dell'essere (waḥdat al-wujūd) nelle «Futūḥāt al-Makkīya» e «Fuṣūṣ al-Ḥikam». Jalal ad-Din Muhammad Rumi (1207-1273), persiano di Balkh poi di Konya, compose il «Masnavi» (25.000 distici) e fondò l'ordine Mevlevi dei dervisci rotanti.

Cammino e pratiche

Il cammino sufi (tariqa, lett. «via») si articola in stazioni (maqāmāt) e stati (aḥwāl) progressivi: pentimento (tawba), pazienza (sabr), fiducia (tawakkul), povertà spirituale (faqr), amore (mahabba), conoscenza (ma'rifa), unione (tawḥīd), annichilimento (fanā'), permanenza in Dio (baqā'). Il discepolo (murid) si lega a un maestro (sheikh, pir, murshid) che trasmette la baraka (benedizione) attraverso una catena (silsila) che risale al Profeta Maometto, e attraverso Ali o Abu Bakr.

Le pratiche centrali includono il dhikr (ricordo di Dio attraverso ripetizione di formule sacre, in particolare «La ilaha illa Allah», «Allah», o i 99 nomi divini), il sama' (concerto spirituale con musica, poesia e in alcuni ordini danza), la khalwa (ritiro spirituale, da 3 a 40 giorni), la muraqaba (meditazione contemplativa). I dervisci rotanti Mevlevi (Konya, Turchia) praticano il «Sema», danza vorticosa che simboleggia le sfere celesti e l'ascesa spirituale. Indossano berretto conico (sikke) che rappresenta la tomba dell'ego, gonna bianca (tennure) come sudario.

In pratica

Per esplorare il sufismo come testo, leggi il «Masnavi» e il «Diwan-e Shams» di Rumi (traduzioni italiane di Gabriele Mandel), le «Conferenze» di Ibn Arabi, «Il linguaggio degli uccelli» di Attar (1177). Per introduzione contemporanea: «Cos'è il Sufismo» di Martin Lings (1975), opere di Henry Corbin («En Islam iranien», 1971-72), Annemarie Schimmel («Mystical Dimensions of Islam», 1975). In Italia: Pio Filippani-Ronconi, Gianluca Magi, Carlo Saccone hanno tradotto e studiato i testi sufi.

Il sufismo praticato richiede affiliazione a un ordine (tariqa) e a un maestro. In Occidente operano ordini «universalistici» aperti a non-musulmani: International Sufi Order di Hazrat Inayat Khan (1910), Threshold Society di Kabir Helminski (Mevlevi). Confronta con altre tradizioni mistiche nel Glossario: Alchimia (parallelo nell'opera interiore), Gnosticismo, Taoismo. Esplora pratiche oracolari complementari nel portale Oracoli.

Profondità simbolica

Il sufismo è uno dei vertici della mistica universale: la sua poesia (Rumi, Hafez, Attar) è considerata fra le più alte mai prodotte. La dottrina ibn-arabiana di wahdat al-wujud (unità dell'essere) afferma che esiste un solo Essere, di cui tutto è manifestazione - posizione metafisica monistica simile all'Advaita Vedanta indù e al pensiero di Plotino. L'insan al-kamil (Uomo Perfetto), elaborato da Ibn Arabi e poi da al-Jili, è il microcosmo che riflette in sé l'intero universo divino, parallelo all'androgino alchemico e al Bodhisattva buddhista.

Henry Corbin (1903-1978) nei suoi studi sul Sufismo persiano (Sohravardi, Ibn Arabi) elaborò il concetto di «mundus imaginalis» ('alam al-mithal), dimensione intermedia fra fisico e spirituale, dove l'angelo si manifesta come «figura di luce» dell'anima. Carl Gustav Jung trovò nella mistica sufi paralleli con il suo processo di individuazione. Il sufismo dialoga con Gnosticismo, Angelo Custode, Teosofia. La sua influenza sul Rinascimento europeo (Dante, Raimondo Lullo, Ibn Tufayl) è oggi riconosciuta.

Conosciuto anche come

  • Tasawwuf
  • Mistica Islamica
  • Via dei Dervisci
  • Esoterismo Musulmano
  • Tariqa

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