Esoterismo

Akasha

L'Akasha (sanscrito आकाश, «etere», «spazio luminoso») è uno dei cinque elementi della cosmologia indù, il più sottile e pervasivo, che corrisponde all'etere greco e all'idea moderna di campo unificato. Nelle tradizioni esoteriche, l'Akasha è la sostanza primordiale che permea il cosmo e su cui si registrano tutti gli eventi, i pensieri e le emozioni di ogni essere: i celebri Registri Akashici. Concetto ripreso e divulgato dalla Teosofia nel XIX secolo, è oggi pilastro di numerose pratiche meditative, terapeutiche e divinatorie. Per te, comprendere l'Akasha equivale a intuire la memoria viva del cosmo.

Origine

Il termine appare già nei testi vedici e si codifica nelle Upanishad (VIII-III sec. a.C.). La Chandogya Upanishad identifica Akasha con il Brahman stesso, sostanza ultima della realtà. Nella filosofia indù dei cinque elementi (pancha mahabhuta), Akasha è il primo a emergere dal vuoto creatore e da esso procedono in ordine aria, fuoco, acqua e terra. Il giainismo distingue tra lokakasha (spazio universale abitato) e alokakasha (vuoto infinito esterno). Nel buddismo, Akasha è una delle nature non condizionate, eterne e inestinguibili.

In Occidente, il concetto fu reintrodotto dalla Società Teosofica di Helena Petrovna Blavatsky (1875), che nei testi Iside Svelata (1877) e La Dottrina Segreta (1888) presentò l'Akasha come «luce astrale» degli occultisti e come archivio cosmico. Rudolf Steiner, fondatore dell'Antroposofia, sviluppò estensivamente la dottrina dei Registri Akashici (Akasha-Chronik, 1904), interpretandoli come memoria spirituale dell'umanità accessibile al veggente. Nel XX secolo, Edgar Cayce ne fece la base delle sue centinaia di letture profetiche e terapeutiche.

Akasha ed etere

L'Akasha della tradizione indù possiede caratteristiche specifiche: è infinito, indivisibile, eterno, e ha come qualità sensibile il suono (shabda). Per questo è considerato il supporto del mantra e del nada, il suono primordiale dell'universo. La parola «Om», secondo i Veda, sorge direttamente dall'Akasha. La medicina ayurvedica usa l'elemento Akasha per descrivere gli spazi cavi del corpo (bocca, polmoni, intestino) e lo stato di coscienza espansa, vasta come il cielo.

In Occidente, l'Akasha è stata identificata con l'etere della fisica pre-relativistica e, più recentemente, con il «campo punto zero» o il «campo akashico» di cui parla l'epistemologo Ervin Laszlo. La Teosofia distingue tra Akasha cosmica e «luce astrale», il piano sottile in cui si depositano le immagini di tutti gli eventi. Per i Registri Akashici, ogni anima ha accesso potenziale all'intera storia dell'universo, sebbene la lettura richieda allenamento spirituale.

In pratica

Per accedere all'Akasha la tradizione propone diverse vie: la meditazione profonda sullo spazio (akasha-dharana) descritta negli Yoga Sutra, il canto del mantra Om che fa risuonare l'etere personale, l'ascolto del silenzio interiore. I lettori dei Registri Akashici si avvalgono di una preghiera di apertura formale, codificata da Edgar Cayce e poi da Linda Howe, che pone domande all'archivio cosmico riguardanti la storia anima del consultante.

In ambito terapeutico, le letture akashiche aiutano a comprendere modelli karmici, vite anteriori, vocazioni di anima e blocchi energetici. Anche senza training formale, puoi esplorare la dimensione akashica attraverso il diario dei sogni, la scrittura automatica e la meditazione guidata. Nel Glossario esoterico approfondisci termini collegati: Karma, Reincarnazione, Aura.

Profondità simbolica

L'Akasha è simboleggiata dal cielo notturno stellato e dal vuoto blu cobalto della meditazione yogica. Nel sistema dei chakra, è associata al Vishuddha, il chakra della gola, sede del suono e dello spazio. La Stella dei tarocchi (XVII) richiama questo cielo akashico in cui l'anima si bagna come la fanciulla nuda di Pamela Colman Smith.

In chiave occidentale, l'Akasha risuona con l'anima mundi dei platonici, con la Memoria Dei di Sant'Agostino, con il «mondo immaginale» di Henry Corbin (interprete del sufismo). Carl Gustav Jung descrisse un concetto affine, l'inconscio collettivo, depositario degli archetipi universali. Esplora il Glossario per altri ponti tra etere indù e tradizione esoterica occidentale.

Conosciuto anche come

  • etere
  • registri akashici
  • luce astrale
  • spazio sottile
  • memoria cosmica

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