Ade
Ade (greco Ἅιδης, «invisibile») è il signore degli inferi, dio dei morti e della ricchezza nascosta sotto terra, fratello di Zeus e di Poseidone. Ottenuto per sorteggio il regno sotterraneo dopo la Titanomachia, regna severo ma giusto sul mondo dei trapassati, sposo di Persefone rapita dalla terra superiore. Il suo equivalente romano è Plutone, da cui «plutocrazia» per la ricchezza dei metalli sotterranei. Per te Ade rappresenta l'archetipo dell'introversione profonda, della discesa nell'invisibile, del re del regno dell'anima e della morte come trasformazione, lontana dal terrore superficiale che ne fa un diavolo.
Mito e origine
Esiodo, nella Teogonia (vv. 453-457), narra che Ade nacque secondo o terzo tra i figli di Crono e Rea, e fu inghiottito dal padre fino al rovesciamento operato da Zeus. Dopo la vittoria sui Titani, i tre fratelli si spartirono il cosmo per sorteggio (Iliade XV 187-193): a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare, ad Ade il mondo dei morti. La terra restò patrimonio comune. I Ciclopi forgiarono per Ade un elmo dell'invisibilità (kynee Aidos), poi prestato a Perseo per affrontare Medusa. Il nome stesso del dio era pronunciato con riluttanza dai Greci, che preferivano gli eufemismi: Plouton «il ricco», o Eubuleus «di buon consiglio».
L'Inno omerico a Demetra (VII sec. a.C.) racconta il mito centrale: con il consenso di Zeus, Ade rapì Persefone, figlia di Demetra, mentre coglieva narcisi nella piana di Enna o di Nisa, e la portò nel proprio regno per farne la sua sposa. Persefone, costretta dalle nozze, mangiò sei (o quattro) chicchi di melograno, vincolandosi alle stagioni sotterranee. Apollodoro (Biblioteca 1.5) e Ovidio (Metamorfosi V) trasmettono varianti. Il culto di Ade era raro - i Greci temevano di richiamarne l'attenzione - ma esistevano nekromanteia (oracoli dei morti) a Efira in Tesprozia, dove pellegrini consultavano gli spiriti.
Attributi e storie
Riconosci Ade dal trono nero, dallo scettro a due punte (o bidente), dall'elmo dell'invisibilità, da Cerbero (il cane a tre teste guardiano della porta inferna), dalla cornucopia della ricchezza, dal narciso e dal cipresso. Suoi epiteti eufemistici: Plouton (ricco), Klymenos (rinomato), Eubuleus (di buon consiglio), Polydegmon (che molto accoglie). Il suo regno, l'Ade, è descritto da Omero (Odissea XI, la nekyia) come luogo crepuscolare attraversato da cinque fiumi: Stige (giuramento), Acheronte (dolore), Cocito (lamento), Flegetonte (fuoco), Lete (oblio). Caronte traghetta le anime versando l'obolo posto sotto la lingua dei defunti.
Tra i miti chiave: la discesa di Eracle per catturare Cerbero, dodicesima fatica; la discesa di Orfeo per riportare Euridice, vinta dal canto del poeta e poi infranta dallo sguardo indietro; la discesa di Teseo e Piritoo per rapire Persefone, fallita e che lasciò Teseo seduto in eterno sulla «sedia dell'oblio» fino al salvataggio di Eracle; la cattura di Sisifo, re corinzio che ingannò la morte due volte prima di essere condannato al masso eterno; il giudizio di Minosse, Eaco e Radamanto, severi giudici delle anime; le punizioni di Tantalo, Issione, le Danaidi. Tutti questi dannati appartengono al Tartaro, abisso più profondo dell'Ade. I beati invece risiedono nei Campi Elisi.
Ricezione moderna
James Hillman, nel Sogno e mondo infero (1979), ha proposto la lettura più influente di Ade nella psicologia archetipica contemporanea: Ade non è il diavolo né un nemico, ma il signore dell'anima, il regno dell'invisibile psichico dove le immagini hanno autonomia e profondità. La psicoterapia stessa, secondo Hillman, è discesa agli inferi, riconoscimento della morte interna a ogni trasformazione. Jean Shinoda Bolen, in Gli dèi dentro l'uomo, legge Ade come l'uomo introverso, il custode della profondità, la cui ombra è la chiusura, la depressione paralizzante. In letteratura, da L'inferno di Dante al Faust di Goethe, da L'oltretomba di Madeline Miller (2018) ai romanzi di Rick Riordan, Ade riempie l'immaginario.
Astrologicamente Ade corrisponde al pianeta nano Plutone, scoperto nel 1930, signore moderno del segno dello Scorpione, principio di morte e rinascita, potere occulto, trasformazione radicale. L'asteroide 16 Psiche e l'asteroide 28978 Ixion (nominato da un dannato dell'Ade) appartengono alla stessa area simbolica. Nel neopaganesimo Ade riceve offerte di vino rosso scuro, narcisi, melograni, monete d'oro o di rame per il traghettatore. La festa moderna di Samhain (31 ottobre) onora il velo sottile tra i mondi. Esplora la tua divinità interiore con il test delle divinità mitologiche.
Profondità simbolica
Nei tarocchi Ade risuona con La Morte, tredicesimo arcano maggiore, mietitore non distruttivo ma trasformatore. Risuona anche con Il Diavolo, quindicesimo arcano, per la dimensione catenante (ma occorre distinguere: Ade non è demoniaco, è semplicemente il custode), e con La Torre per la discesa improvvisa. Il Re di Spade nella sua versione severa, e il Re di Pentacoli per la ricchezza sotterranea, ne riflettono aspetti. Sull'Albero della Vita Ade abita Geburah (Severità) e si estende verso il qliphoth, ombra dell'Albero.
Simbolicamente incontri Ade quando una situazione chiede discesa, ritiro, accettazione di una fine, ascolto dei sogni come messaggi del profondo. La sua ombra appare come depressione cronica, isolamento, attaccamento alla ricchezza materiale come surrogato del valore interno. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti se sai onorare l'invisibile, se distingui tra introversione fertile e fuga dal mondo. Prosegui con Persefone, sua sposa e regina, con Zeus, suo fratello celeste, oppure torna al glossario principale.
Conosciuto anche come
- Plutone
- Dite
- Plouton
- Eubuleus
- Aidoneus