Mitologia

Anubi

Anubi (egizio Anpu o Inpu, greco Ἄνουβις) è il dio egizio della mummificazione, della morte e del passaggio nell'oltretomba, guida delle anime nel Duat e custode dei cimiteri. Raffigurato come uomo con testa di sciacallo nero o come sciacallo accovacciato, presiede al rito dell'imbalsamazione e alla pesatura del cuore davanti a Osiride. Per te Anubi rappresenta l'archetipo del traghettatore severo ma giusto, del compagno nella soglia tra vita e morte, della guarigione attraverso il rito funebre, e dell'intelligenza precisa che prepara la trasformazione finale.

Mito e origine

Anubi è una delle divinità egizie più antiche, attestata fin dalla I dinastia (ca. 3100 a.C.). I Testi delle Piramidi (V dinastia, ca. 2400 a.C.) gli attribuiscono il ruolo centrale di guardiano del faraone defunto, signore della imy-ut (necropoli), khenty-she-netjer «colui che presiede al padiglione divino» (luogo dell'imbalsamazione). Originariamente probabilmente il principale dio dei morti, in epoca dell'Antico Regno fu ridimensionato in subordine al sopraggiungente culto di Osiride: divenne tepy-djuef «colui che è sulla sua montagna» (la necropoli desertica), assistente di Osiride nella mummificazione e psicopompo che conduce i defunti.

Nel mito osiriaco, narrato nei Testi dei Sarcofagi, nel Libro dei Morti e da Plutarco (Iside e Osiride, ca. 100 d.C., cap. 14), Anubi assiste Iside nella ricerca dei pezzi di Osiride e ne compie la mummificazione, gesto che diventa archetipo di ogni successiva imbalsamazione faraonica e privata. Plutarco lo dice figlio di Nefti (sorella di Iside) e Osiride, frutto di un equivoco di Nefti che si era travestita da Iside. Iside, scoperta la nascita, allevò il piccolo Anubi che divenne suo fedelissimo collaboratore. Centri di culto: Cinopoli (Hardai, oggi El-Kes), Saqqara con l'Anubieion, e ogni necropoli egizia.

Attributi e storie

Riconosci Anubi dalla testa di sciacallo nero (animale frequentatore delle necropoli, da cui l'associazione con la morte; il colore nero richiama anche la terra fertile e la rinascita), dalla forma di sciacallo accovacciato (forma puramente animale, frequentemente posata su un sacello o santuario), dal flagello (nekhakha) e dal pastorale (heqa), dal coltello da imbalsamatore. Suoi epiteti: Imy-ut (colui che è nel padiglione/feticcio), Tepy-djuef (sulla sua montagna), Khenty-seh-netjer (signore della sala divina, l'imbalsamazione), Neb-ta-djeser (signore della terra sacra), Iput-ut (apertore delle vie). I sacerdoti imbalsamatori indossavano maschere di Anubi durante il rito, identificandosi col dio.

Tra i miti chiave: l'assistenza a Iside nella ricostruzione di Osiride, dove Anubi inventa la mummificazione - lavaggio rituale con acqua e natron, rimozione degli organi interni nei quattro vasi canopici (sotto la protezione dei figli di Horus), unzione con oli, fasciatura con bende di lino con amuleti. La pesatura del cuore nella Sala delle Due Verità: Anubi conduce l'anima del defunto davanti a Osiride, sistema la bilancia, e Thoth registra il risultato. Se il cuore è leggero contro la piuma di Ma'at, il defunto è giustificato; se pesa, è divorato da Ammit. Anubi è anche guida dei pellegrinaggi ai Misteri eleusini in epoca tarda, sincretizzato con Ermes psicopompo nella forma di Hermanubis, attestata in epoca romana.

Ricezione moderna

Carl Gustav Jung discusse Anubi in Mysterium Coniunctionis (1955-1956) come simbolo dell'animale guida della psiche nella discesa agli inferi. James Hillman, in Sogno e mondo infero (1979), lo include tra le figure psicopompe essenziali. La psicologia delle cure palliative contemporanea ha rivisitato Anubi come simbolo del «compagno di morte» professionale che accompagna senza giudicare. In letteratura, dal Mago dei sogni di Gaiman alle saghe di Rick Riordan, Anubi è figura ricorrente. Il film Stargate di Roland Emmerich (1994) lo presenta come villain extraterrestre, segnale della sua presenza nella cultura pop. La Kemetic Orthodoxy e altri movimenti neopagani egizi lo venerano come «aprivia» di iniziazioni.

Astrologicamente Anubi è associato all'asteroide 1912 Anubis, scoperto nel 1960, e simbolicamente a Plutone per la sua funzione di soglia tra vita e morte, a Saturno per la severità del giudizio, e a Mercurio-Ermes per il sincretismo psicopompo. La stella Sirio nella costellazione del Cane Maggiore, di antichissima venerazione egizia, è legata a Anubi-Upuaut nella tradizione astronomica tarda. Nel neopaganesimo kemetico Anubi riceve offerte di carne nera, incenso di mirra, oli per imbalsamazione, ossa di osso pulite. Le pratiche di rito funebre, lutto integrato e contemplazione della morte gli sono dedicate. Esplora la tua divinità interiore con il test delle divinità mitologiche.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Anubi risuona con La Morte, tredicesimo arcano maggiore, mietitore-traghettatore della trasformazione, e con La Giustizia per la pesatura imparziale del cuore. Risuona anche con La Luna, diciottesimo arcano, dove i cani che ululano possono essere letti come sciacalli di Anubi alla soglia. La Pagina e il Re di Spade ne riflettono la precisione tagliente. Sull'Albero della Vita Anubi abita Geburah (Severità) e si estende lungo il sentiero di Morte verso Tiphareth, conducendo l'anima alla bellezza solare attraverso la giusta misurazione.

Simbolicamente incontri Anubi quando una situazione chiede di affrontare una morte simbolica con rito appropriato, di accompagnare qualcuno (o te stesso) attraverso una soglia di trasformazione, di pesare con onestà il proprio cuore. La sua ombra appare come freddezza giudicante, ossessione per la morte, identificazione con il ruolo di sciamano della soglia. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti se sai stare nelle soglie senza fuga né attaccamento, se la tua precisione serve la vita o solo il controllo. Prosegui con Osiride, suo padre e signore, con Iside, sua madre adottiva, oppure torna al glossario principale.

Conosciuto anche come

  • Anpu
  • Inpu
  • Hermanubis
  • Imy-ut
  • Signore della Necropoli

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