Mitologia

Apollo

Apollo (greco Ἀπόλλων) è il dio della luce solare, della musica e della poesia, della profezia, della medicina e della purificazione, dell'arco e del tiro a distanza. Figlio di Zeus e di Leto, gemello di Artemide, presiede a Delfi al più celebre oracolo del mondo antico e guida le nove Muse sull'Elicona e sul Parnaso. Riconosciuto dai Romani col proprio nome greco, Apollo incarna la misura, l'ordine luminoso opposto al caos dionisiaco. Per te Apollo rappresenta l'archetipo della chiarezza, dell'eccellenza formale, della bellezza che guarisce e dell'intuizione profetica disciplinata dalla parola.

Mito e origine

L'Inno omerico ad Apollo (VII sec. a.C.) racconta che Leto, perseguitata dalla gelosia di Era, vagò invano per il mondo cercando un luogo che le permettesse di partorire. Solo la piccola isola di Delo, fluttuante e priva di radici, l'accolse. Lì, sotto una palma, Leto diede alla luce prima Artemide e poi Apollo. Il neonato chiese subito arco, lira e l'arte profetica, e si recò a Delfi, dove uccise il serpente Pitone, drago femmina che custodiva l'oracolo di Gea. Per espiare il sangue versato, si esiliò per nove anni nella Tessaglia, servendo come pastore presso il re Admeto.

Esiodo (Teogonia v. 918) e Apollodoro (Biblioteca 1.4) confermano la genealogia. La continuità tra il Pitone primordiale e l'oracolo apollineo riflette probabilmente la sovrapposizione storica del culto del dio dorico-indoeuropeo al santuario ctonio preellenico di Gea-Themis, attestata archeologicamente dall'VIII sec. a.C. ma con strati micenei. Il santuario delfico, sotto il monte Parnaso, divenne omphalos del mondo greco. La Pizia, sacerdotessa che pronunciava gli oracoli in trance, sedeva sul tripode sopra una fenditura della roccia da cui salivano esalazioni - probabilmente etilene, secondo studi geologici recenti.

Attributi e storie

Riconosci Apollo dalla lira (talvolta sostituita dalla cetra), dall'arco d'argento, dalla corona d'alloro, dal corvo, dal delfino (animale eponimo di Delfi) e dal cigno. I suoi epiteti: Phoibos (luminoso), Musagetes (guida delle Muse), Paian (guaritore, da cui «peana», l'inno), Hekatebolos (saettatore lontano), Loxias (l'obliquo, allusione all'ambiguità degli oracoli). Il giovane corpo nudo dell'Apollo classico - dall'Apollo del Belvedere all'Apollo di Olimpia - definì il canone della bellezza maschile.

Tra i miti chiave: l'amore non corrisposto per Dafne, fuggita da lui e trasformata in alloro da Gea; la passione tragica per Giacinto, ucciso da un disco lanciato dal vento geloso Zefiro e tramutato nel fiore omonimo; la maledizione di Cassandra, alla quale dette il dono della profezia e che, rifiutandolo, condannò a non essere creduta; la nascita di Asclepio, figlio mortale che divenne dio della medicina e fu folgorato da Zeus per aver risuscitato i morti. Apollo guidò inoltre la difesa di Troia, scagliando le frecce della peste nel campo acheo (Iliade I), e prese parte alla strage dei Niobidi, vendicando con Artemide l'oltraggio della madre Leto.

Ricezione moderna

Friedrich Nietzsche, ne La nascita della tragedia (1872), pose Apollo come polo della forma, della misura, dell'individuazione, opposto e complementare a Dioniso, polo dell'ebbrezza e della dissoluzione. Questa dialettica fonda gran parte dell'estetica e della psicologia del Novecento. Nella psicologia archetipica, Apollo incarna l'eccellenza che chiede distanza e perfezione: la sua ombra è il narcisismo del talento, l'incapacità di legarsi profondamente, la fuga dal lutto. Karl Kerényi (Apollo. Window into the Genius, 1983) ne ha esplorato la dimensione di custode della parola luminosa. In musica, Stravinskij gli dedicò Apollon musagète (1928).

Astrologicamente Apollo corrisponde al Sole, centro della carta natale, signore del segno del Leone e principio di identità irradiante. L'asteroide 1862 Apollo, scoperto nel 1932, dà nome a un'intera famiglia di asteroidi NEO (Near-Earth Objects). Nel neopaganesimo riceve offerte di alloro, miele, libagioni di vino bianco e composizioni musicali. Le tradizioni di guarigione sonora rivendicano la sua patrocinanza. Esplora la tua dea o dio interiore con il test delle divinità mitologiche.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Apollo risuona con Il Sole, diciannovesimo arcano maggiore, gioia luminosa e rivelazione gloriosa, e con La Temperanza, alchimia della misura che bilancia gli opposti. Per la funzione oracolare risuona anche con La Sacerdotessa, sebbene il modo apollineo sia maschile e parlato dove quello della Papessa è femminile e taciturno. Sull'Albero della Vita la sua sede principale è Tiphareth, sephirah del Sole, della bellezza solare e del Cristo solare nella cabala cristiana.

Simbolicamente incontri Apollo quando una situazione chiede chiarezza, misura artistica, eccellenza formale, parola profetica responsabile. La sua ombra appare come perfezionismo paralizzante, distanza emotiva, identificazione narcisistica con il talento. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti dove la tua luce illumina e dove acceca, dove la tua musica nasce dall'ascolto e dove dalla performance. Prosegui con Artemide, sua gemella oscura e lunare, con Dioniso, suo polo opposto, oppure torna al glossario principale.

Conosciuto anche come

  • Febo
  • Apollo Musagete
  • Apollo Pizio
  • Apollo Delfico
  • Apollo Sauroctono

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