Mitologia

Ma'at

Ma'at (egizio Ma'at, anche Maat) è la dea egizia e principio cosmico della verità, della giustizia, dell'ordine cosmico, dell'armonia, dell'equilibrio e della rettitudine. Figlia di Ra, sorella e talora sposa di Thoth, presiede alla pesatura del cuore nella Sala delle Due Verità, contro la sua piuma di struzzo, simbolo di leggerezza morale. Allo stesso tempo divinità antropomorfa e legge cosmica impersonale (Maat come concetto), governa il cammino del sole, l'ordine sociale e la condotta etica. Per te Ma'at rappresenta l'archetipo della giustizia incarnata, della verità leggera come piuma, dell'allineamento con l'ordine del cosmo, e della parola che pesa esattamente quanto deve.

Mito e origine

Ma'at è attestata fin dall'Antico Regno: i Testi delle Piramidi (V dinastia, ca. 2400 a.C.) la nominano come principio fondante della regalità faraonica. Ogni faraone, salendo al trono, doveva «far vivere Ma'at» (sehotep Maat), restaurare cioè l'ordine cosmico contro il caos (isfet). Le iscrizioni delle tombe e i testi di esortazione - Insegnamenti di Ptahhotep (VI dinastia, ca. 2400 a.C.), Insegnamenti per Merikara (X dinastia), Insegnamenti di Amenemope (XX dinastia) - esprimono un'etica di Ma'at come fondamento del vivere bene. Jan Assmann, in Ma'at, gerechtigkeit und unsterblichkeit im alten Ägypten (1990) e La mente dell'Egitto (1996), ha mostrato come Ma'at fosse il concetto centrale dell'intera civiltà faraonica.

Il Libro dei Morti (ca. 1550 a.C.), capitolo 125, contiene la celebre «confessione negativa» del defunto davanti alle quarantadue divinità giudicatrici, ciascuna rappresentante un peccato di cui dichiararsi innocenti: «Non ho commesso il male... non ho ucciso... non ho rubato... non ho mentito... non ho fatto piangere nessuno... non ho diminuito la misura...» La pesatura del cuore segue: Anubi sistema la bilancia, sul piatto sinistro pone il cuore (ib) del defunto, sul destro la piuma di Ma'at; Thoth registra il risultato; Osiride pronuncia il verdetto. Se il cuore è leggero o uguale alla piuma, il defunto è maa-kheru, «di voce giusta», ammesso ai Campi di Iaru; se pesa, Ammit lo divora annichilendolo per sempre.

Attributi e storie

Riconosci Ma'at dalla piuma di struzzo (shut) sul capo o tenuta in mano - simbolo della leggerezza della verità, dell'equilibrio della giustizia, della rettitudine non aggravata da peso morale. Talvolta è raffigurata seduta con le ali aperte, abbracciando l'ordine cosmico. Porta l'ankh nella mano destra. Suoi epiteti: Signora del Tribunale, Signora del Cielo, Occhio di Ra, Figlia di Ra. La sua statuetta veniva offerta dal faraone alle altre divinità come dono supremo, gesto rituale che rappresentava il faraone come garante della giustizia. Il tempio principale a lei dedicato era a Karnak, presso il santuario di Montu, ma ogni tribunale e ogni ufficio del visir erano luoghi sacri a Ma'at.

Il visir (tjaty), massima carica amministrativa dell'Egitto, era chiamato «sacerdote di Ma'at» e portava una sua statuetta al collo. Quando emetteva sentenza, era considerato come Ma'at stessa che parlava. L'Eloquente contadino, racconto del Medio Regno, presenta un fellah derubato che pronuncia nove orazioni davanti all'alto magistrato in nome di Ma'at, ottenendo infine giustizia. La Stele di Shabaka (VIII sec. a.C.) presenta Ma'at come potenza creatrice attraverso la parola di Ptah. Nelle teologie tarde, Ma'at è la sposa di Thoth, registratore divino: la coppia rappresenta verità (ciò che è) e parola (ciò che dice) come polarità complementari del giudizio.

Ricezione moderna

Jan Assmann, sopra citato, ha riportato Ma'at al centro del dibattito antropologico e religioso contemporaneo come «giustizia connettiva» - principio etico che lega comunità, generazioni, vivi e morti. Maulana Karenga, fondatore degli studi afroamericani e creatore di Kwanzaa, ha sviluppato negli anni Ottanta una «filosofia di Ma'at» (Maat: The Moral Ideal in Ancient Egypt, 2004) come fondamento etico afrocentrico. La massoneria del XVIII secolo, attraverso Cagliostro e altri, l'aveva collocata nelle iniziazioni egizie come «giustizia perfetta». Aleister Crowley dedicò a Ma'at l'invocazione finale del Liber AL vel Legis. La Kemetic Orthodoxy moderna pone Ma'at al centro della propria pratica etica e rituale. Il movimento delle filosofie africane (Cheikh Anta Diop, Theophile Obenga) la rivaluta come fondamento del pensiero classico africano.

Astrologicamente Ma'at è associata all'asteroide 1980 Tezcatlipoca (non suo direttamente, ma esistono asteroidi minori legati) e simbolicamente al pianeta Saturno per la giustizia e l'ordine cosmico, al segno della Bilancia per la sua bilancia (simbolo che la cultura greco-romana ha forse mutuato da lei attraverso la Justitia), e ai Nodi Lunari come asse karmico del giudizio. Nel neopaganesimo kemetico Ma'at riceve offerte di pane, acqua pura, piume di struzzo (o sintetiche), incenso bianco, fiori bianchi. Le pratiche di confessione negativa quotidiana, di lavoro etico, di scrittura di gratitudine, di meditazione sull'equilibrio le sono dedicate. Esplora la tua dea interiore con il test delle divinità mitologiche.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Ma'at risuona inequivocabilmente con La Giustizia, undicesimo (o ottavo) arcano maggiore, donna seduta con bilancia e spada - la bilancia di Ma'at e la spada della discriminazione veridica. Molti mazzi moderni egizianeggianti rappresentano La Giustizia esplicitamente come Ma'at. Risuona anche con Il Giudizio, ventesimo arcano, chiamata della verità ultima, e con La Temperanza per l'equilibrio. Sull'Albero della Vita Ma'at abita la sephirah di Tiphareth (Bellezza, equilibrio del pilastro centrale) e si estende a Chesed (Misericordia) e Geburah (Severità), bilanciandole. Il sentiero della Giustizia (lamed) ne è la via.

Simbolicamente incontri Ma'at quando una situazione chiede onestà radicale, allineamento etico, verifica della propria condotta contro la piuma, capacità di pesare e di essere pesati. La sua ombra appare come moralismo rigido, giudizio severo verso sé e verso gli altri, identificazione con la legge a discapito della compassione. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti se sai vivere in modo da rendere il tuo cuore davvero leggero, se la tua parola pesa quanto deve - né più né meno. Prosegui con Thoth, suo sposo registratore, con Osiride, giudice nel cui tribunale ella presiede, oppure torna al glossario principale.

Conosciuto anche come

  • Maat
  • Signora del Tribunale
  • Piuma della Verità
  • Ordine Cosmico
  • Giustizia Connettiva

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