Mitologia

Odino

Odino (in norreno Óðinn, "l'ispirato" o "signore del furore") è il dio supremo del pantheon nordico, il Padre di Tutti, sovrano di Asgard e la divinità più complessa della mitologia germanica. È dio della saggezza, della guerra, della morte, della magia, delle rune, della poesia e degli stati estatici. Monocolo, dalla lunga barba grigia, avvolto in un mantello e un cappello a tesa larga, vaga per i nove mondi accompagnato dai corvi Huginn e Muninn, dai lupi Geri e Freki e dal cavallo a otto zampe Sleipnir. Impugna la lancia Gungnir e regna sul Valhalla, la sala dove i guerrieri caduti attendono Ragnarök.

Mito e origine

Il nome di Odino deriva dal proto-germanico *Wōðanaz, legato alla radice che significa "furore, ispirazione, frenesia profetica" (óðr). È lo stesso dio del Wodan o Wotan germanico continentale e del Woden anglosassone, da cui prende nome il mercoledì (Wōdnesdæg). Il suo culto è attestato in tutto il mondo germanico almeno dall'età del ferro romana, con Tacito che nella Germania (98 d.C.) lo identifica con Mercurio come divinità principale dei Germani continentali. Bratteati, ritrovamenti di torbiera, iscrizioni runiche e toponimi confermano un culto continuo dal periodo delle migrazioni fino all'età vichinga.

Le fonti letterarie principali sono l'Edda in prosa di Snorri Sturluson (circa 1220) e l'anonima Edda poetica, in particolare la Völuspá, l'Hávamál e il Grímnismál. La Saga degli Ynglingar di Snorri presenta Odino come un re evemerizzato degli Asi migrato dall'Asia, mentre l'Hávamál conserva il suo autosacrificio su Yggdrasil: appeso nove notti trafitto dalla propria lancia, "offerto a Odino, io stesso a me stesso", recuperò le rune dall'abisso. Diede un occhio al pozzo di Mímir per bere la saggezza e rubò l'idromele della poesia al gigante Suttungr. Questi miti lo dipingono come un dio che paga prezzi terribili per la conoscenza.

Attributi e storie

Tu riconosci Odino dall'unico occhio, dal mantello grigio o blu, dal cappello largo che gli ombreggia il volto, dalla lancia Gungnir (che non manca mai il bersaglio e su cui si giurano i giuramenti), dall'anello d'oro Draupnir (che stilla otto nuovi anelli ogni nona notte) e dai suoi compagni: i corvi Huginn ("pensiero") e Muninn ("memoria") che ogni giorno volano per i mondi e riferiscono ciò che hanno visto, i lupi Geri e Freki che mangiano la carne che lui appena tocca, e Sleipnir, il cavallo a otto zampe nato da Loki in forma di cavalla. È sposo di Frigg, padre di Thor, Baldr, Höðr, Víðarr e Váli, nonno di molti eroi.

I suoi miti sono innumerevoli. Raduna i guerrieri caduti (einherjar) nel Valhalla, dove banchettano e combattono in preparazione del Ragnarök. Vaga per i regni in incognito, mettendo alla prova i re e cercando saggezza. Provoca le guerre e concede vittoria e sconfitta a suo piacimento. Apprende il seidr, la magia sciamanica, da Freya, sebbene la pratica sia considerata indegna di un uomo. Nel Baldrs draumar risveglia la veggente morta per conoscere il destino del figlio. Si appende a Yggdrasil per conquistare le rune. Al Ragnarök cavalca alla testa degli einherjar contro il lupo Fenrir, che lo inghiotte intero, prima che il figlio Víðarr lo vendichi.

Ricezione moderna

Odino ha plasmato profondamente la cultura moderna. L'anello del Nibelungo di Richard Wagner (1876) lo reinventa come Wotan, il patriarca tragico. Il Gandalf di J.R.R. Tolkien è apertamente modellato sull'archetipo del vagabondo odinico (Tolkien lo definì un "viandante odinico"). L'Odino del cinema Marvel (Anthony Hopkins) lo ha reintrodotto al pubblico globale, sebbene fortemente cristianizzato. American Gods di Neil Gaiman (2001) ne fornisce una memorabile incarnazione americana nei panni di Mr. Wednesday. Jorge Luis Borges, W.H. Auden e molti poeti hanno evocato i suoi misteri runici.

Nella moderna spiritualità Heathen, Ásatrú e altre correnti neopagane nordiche, Odino è una delle divinità più invocate, specialmente fra chi è attratto dai sentieri della saggezza, dalla poesia, dalla divinazione con le rune e dalle tecniche estatiche. Astrologicamente corrisponde a Mercurio (mercoledì, saggezza, viaggio, scambio) e a Saturno nel suo aspetto anziano e sacrificale, con echi marziali di Marte. Il test della divinità mitologica può rivelarti se il Padre di Tutti cammina con te. Prosegui con Thor, Loki e Yggdrasil.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Odino corrisponde più chiaramente all'Ierofante (V) come custode del sapere sacro, all'Appeso (XII) come ricercatore autosacrificato della rivelazione, e all'Eremita (IX) come saggio errante. Il suo sguardo monocolo risuona con il Mago e il suo dominio sui caduti con il Giudizio. Sull'Albero della Vita cabalistico risuona con Chokmah (il Padre saggio) e Daath (l'abisso della conoscenza attraversato a terribile prezzo).

Le letture junghiane vedono Odino come il Senex-Viandante, il vecchio saggio la cui saggezza è acquistata attraverso la ferita. Rappresenta la disponibilità a sacrificare una parte di sé (l'occhio, l'impiccagione) per accedere a ciò che altrimenti rimane nascosto: un modello del viaggio iniziatico nell'inconscio. La sua ombra è il dio della guerra che si compiace di fomentare conflitti, l'imbroglione che infrange i giuramenti che lui stesso ha pronunciato, il patrono che innalza eroi solo per abbandonarli quando il loro destino è segnato. Lavorare con Odino significa accettare che la saggezza ha un prezzo, che conoscere è una forma di morte, e che le rune si conquistano solo nel buio. Torna al glossario principale per altre voci.

Conosciuto anche come

  • Padre di Tutti
  • Wotan
  • Woden
  • Óðinn
  • Grimnir
  • Viandante

← Torna al Glossario