Cernunnos
Cernunnos (dal gallico karnon, "corno", "il cornuto") è la divinità celtica del mondo selvatico, degli animali, della natura, della fertilità e della soglia fra i mondi. È raffigurato come un dio dalle corna di cervo o ramificate, spesso seduto in posizione yogica con le gambe incrociate, circondato da animali (cervi, serpenti cornuti, lupi, tori), reggente una collana torquata (torque) e un serpente con testa di ariete. Il suo culto è attestato principalmente in Gallia, ma la sua iconografia ha echi in tutto il mondo celtico, dall'Irlanda alla Britannia. Sopravvissuto in figure mitologiche e folkloriche, è oggi riscoperto come simbolo del divino maschile naturale.
Mito e origine
Il nome Cernunnos è attestato esplicitamente in una sola iscrizione: il Pilier des Nautes, eretto a Lutezia (Parigi) dai battellieri della Senna durante il regno di Tiberio (14-37 d.C.) e oggi conservato al museo di Cluny. Vi si legge (C)ERNVNNOS, con la C ricostruita; il bassorilievo mostra una divinità dalle corna di cervo, dalle orecchie di animale, e dal collo adorno di torque. La radice karnon, "corno", è celtica comune (cognato del latino cornu, del germanico horn). Sebbene il nome appaia raramente, l'iconografia del dio cornuto seduto fra animali è diffusissima: la testimonianza più famosa è il Calderone di Gundestrup (II-I secolo a.C.), trovato in Danimarca ma di chiara fattura celtica, dove la figura cornuta seduta tiene torque e serpente cornuto.
Le fonti sono soprattutto archeologiche: oltre al Pilier des Nautes e al Gundestrup, vari altari, stele, statue e rilievi gallo-romani mostrano un dio cornuto seduto fra animali. Le fonti letterarie sono indirette: Cesare nel De bello gallico (libro VI) descrive una divinità gallica che assimila a Dīte e a Mercurio, presentata come progenitore dei Galli e signore degli inferi; alcuni studiosi vi vedono Cernunnos. Nelle tradizioni gaeliche posteriori figure come il "Re cornuto" delle leggende, Herne il cacciatore della tradizione britannica (citato da Shakespeare), e vari aspetti folklorici del dio della caccia conservano probabilmente eredità di Cernunnos.
Attributi e storie
Tu riconosci Cernunnos dalle grandi corna ramificate di cervo che gli spuntano dalla fronte, dalla posizione seduta a gambe incrociate (la cosiddetta "posizione del Buddha" che alcuni studiosi hanno paragonato alle figure yogiche indoeuropee), dal torque celtico al collo o nella mano, dal serpente con testa di ariete (ram-headed serpent) tenuto nell'altra mano. Lo circondano animali: cervi, lupi, tori, leoni (sul Gundestrup), serpenti, cinghiali. È signore di ogni creatura selvatica, mediatore fra il mondo umano e quello animale, custode dei boschi e dei confini fra ordinato e selvaggio. La sua immagine è spesso ricoperta di simboli vegetali.
I suoi miti sopravvivono frammentari. Non possediamo testi letterari celtici che lo raccontino direttamente, ma le sue funzioni sono ricostruibili dall'iconografia: signore della selva, dispensatore di abbondanza animale e vegetale, mediatore fra i vivi e i morti, dio della fertilità maschile, soglia del mondo Altro. Il torque potrebbe simboleggiare la regalità e l'abbondanza; il serpente con testa di ariete (creatura ibrida che combina la sapienza serpentina e la potenza arietina) la fertilità e la trasformazione. Le sue corna lo connettono al ciclo annuale: i palchi del cervo cadono in inverno e ricrescono in primavera, simbolo di morte-rinascita stagionale. In alcune tradizioni neopagane è il Hörned God abbinato alla Grande Dea.
Ricezione moderna
Cernunnos ha avuto una ricezione moderna importante soprattutto nel neopaganesimo. Margaret Murray nei suoi controversi studi sulla stregoneria (The Witch-Cult in Western Europe, 1921) identificò il "Dio Cornuto" come divinità del paganesimo sopravvissuto attraverso il Medioevo. Gerald Gardner, fondatore della Wicca moderna negli anni 1950, fece del Dio Cornuto (spesso identificato con Cernunnos) il polo maschile del culto, abbinato alla Grande Dea. Da allora Cernunnos è figura centrale del neopaganesimo, della Wicca, del paganesimo ecologico, della spiritualità maschile profonda. Appare in romanzi, film (vagamente nell'Erlkönig di Goethe e in adattamenti cinematografici), serie TV, fumetti.
Nelle pratiche spirituali contemporanee Cernunnos è invocato come patrono della natura selvaggia, dell'ecologia spirituale, della sessualità maschile sacra, della caccia rispettosa, del rapporto fra umano e animale. È centrale nella stagione di Beltane (1° maggio) e nel Samhain (1° novembre). Astrologicamente corrisponde a Marte nel suo aspetto vitale e selvatico, a Giove come signore dell'abbondanza, e in parte a Plutone come signore del passaggio. Approfondisci con il test della divinità mitologica, e continua con Brigid, La Morrigan, Odino (con cui condivide aspetti di dio errante e cacciatore selvaggio).
Profondità simbolica
Nei tarocchi Cernunnos corrisponde al Diavolo (XV) - lettura ovvia ma da decostruire, perché il "Diavolo" tarocchico, cornuto e selvatico, è in realtà l'eredità cristianizzata del Dio Cornuto pagano - all'Imperatore (IV) come signore del territorio naturale, e in parte all'Eremita (IX) come saggio del bosco. Sull'Albero della Vita cabalistico risuona con Yesod (la luna, l'energia istintiva) e con Netzach (le passioni naturali). La sua iconografia in posizione yogica fra animali ha portato studiosi come Stuart Piggott e Anne Ross a vedere connessioni con il Paśupati indù, "signore degli animali", evocando un sostrato indoeuropeo arcaico.
Una lettura junghiana vede in Cernunnos l'archetipo del Maschile selvatico, ciò che nell'uomo (e nel femminile) è connessione istintuale con la natura, sessualità non addomesticata, potere animale rispettato e mediato dalla coscienza. Robert Bly e il movimento "iron john" lo hanno evocato come simbolo del maschile profondo da recuperare. La sua ombra è la pulsione cieca, la violenza selvaggia priva di rispetto, lo stupro della natura. Lavorare con Cernunnos significa rientrare nei boschi della propria psiche, riconoscere e onorare gli animali interiori, riconnettersi con il corpo come sacralità, e custodire il selvatico senza idolatrarlo. Torna al glossario per altre voci.
Conosciuto anche come
- Dio Cornuto
- Hörned God
- Karnonos
- Herne
- Signore degli Animali
- Cernenus