Mitologia

Horus

Horus (egizio Hor o Heru, greco Ὧρος) è il dio falco egizio del cielo, della regalità, della luce solare e della guarigione, figlio di Iside e Osiride, vendicatore del padre contro lo zio Seth e modello mitico di ogni faraone vivente. Riconoscibile dall'Occhio di Horus (wedjat), uno dei simboli più potenti dell'iconografia egizia, segno di protezione, integrità e regalità ritrovata. Per te Horus rappresenta l'archetipo dell'erede legittimo, del giovane che riconquista la sovranità contesa, dell'occhio aperto sulla totalità, e del re solare incarnato che unifica il regno.

Mito e origine

Horus è una delle divinità più antiche del pantheon egizio: il Falco compare già su vasi predinastici (ca. 3300 a.C.) e la Tavoletta di Narmer (ca. 3100 a.C.) lo associa al primo faraone unificatore. I Testi delle Piramidi (V dinastia, ca. 2400 a.C.) presentano due Horus distinti che la tradizione fonderà: Hor-wer «Horus il Grande» (o «Horus l'Antico»), fratello di Osiride e di Seth, primigenio dio del cielo; e Hor-sa-Iset «Horus figlio di Iside», concepito magicamente da Osiride morto. Plutarco, in Iside e Osiride (ca. 100 d.C., capp. 13-19, 54-55), narra il ciclo: Iside, dopo aver riassemblato Osiride, lo riavviva magicamente per concepire l'erede, e lo cresce nascosto nelle paludi del Delta a Khemmis, proteggendolo dai morsi e dalle insidie di Seth.

Il Contendere fra Horus e Seth, preservato nel papiro Chester Beatty I (XX dinastia, ca. 1160 a.C.), descrive il processo divino durato ottant'anni davanti al tribunale degli dèi per stabilire chi avesse diritto al trono di Osiride. Tra ricorsi, prove, scontri (durante uno dei quali Seth strappò un occhio a Horus, che Thoth poi guarì, da cui il wedjat ricomposto), il verdetto fu favorevole a Horus, supportato dall'astuzia di Iside. Da allora Horus è il signore vivente, Osiride il sovrano dei morti, e Seth viene esiliato nei deserti. Centri di culto: Edfu (tempio tolemaico tra i meglio conservati, dedicato a Horus di Edfu o Horus Behdetita), Hierakonpolis (Nekhen, capitale predinastica), Letopoli.

Attributi e storie

Riconosci Horus dal corpo umano con testa di falco coronato dal pschent (doppia corona dell'Alto e Basso Egitto unificati), oppure dal falco intero o dal disco solare alato di Edfu. L'Occhio di Horus o wedjat («integro»), spesso dipinto a forma stilizzata con linee e curve geometricamente significative, è amuleto di protezione potentissimo, indossato dai vivi e posto sui defunti. Forme di Horus: Hor-sa-Iset (figlio di Iside), Hor-pa-khered (Horus bambino, greco Harpocrates, dito alla bocca, infanzia divina), Hor-wer (l'Antico), Ra-Horakhty (Ra-Horus dei due orizzonti, sole), Horus Behdetita (di Edfu, disco alato), Hor-em-akhet (Horus dell'orizzonte, Sfinge di Giza).

Tra i miti chiave: la nascita nascosta a Khemmis, dove Iside, con l'aiuto delle dee Selket, Nefti, Wadjet e Neith, salva ripetutamente Horus bambino dai morsi di scorpioni e serpenti inviati da Seth, dalle malattie infantili e dalle insidie acquatiche. Le stele di Horus (cippi), diffuse dalla XXVI dinastia, mostrano Horus che doma serpenti e scorpioni, e venivano usate come amuleti curativi: l'acqua versata sulle stele diveniva farmaco magico. Il duello con Seth è episodio di violenza simbolica (mutilazione genitale di Seth, rapimento dell'occhio di Horus, prove di trasformazione in ippopotami sott'acqua) che culmina nella vittoria di Horus. Il faraone vivente era considerato incarnazione di Horus, e ne portava il Nome di Horus come primo dei cinque nomi della titolatura reale.

Ricezione moderna

Aleister Crowley, nel Liber AL vel Legis (1904), proclamò l'inizio dell'«eone di Horus», nuova era cosmica successiva agli eoni di Iside (matriarcale) e di Osiride (patriarcale-sacrificale), caratterizzata dall'affermazione del bambino divino e della volontà sovrana. Carl Gustav Jung discusse l'Occhio di Horus come simbolo del Sé. Joseph Campbell, in L'eroe dai mille volti (1949), ne ha tracciato il modello di «eroe figlio del re ucciso che recupera il regno». Il sincretismo greco-romano fece di Horus-Harpocrates il «dio del silenzio» (per il dito alla bocca, frainteso) e icona dei misteri. L'iconografia cristiana di Iside con Horus bambino in braccio influenzò probabilmente la Madonna con Bambino. Aspetti moderni: Kemetic Orthodoxy, Ordine del Tempio Orientale di Crowley, neopaganesimo egizio.

Astrologicamente Horus corrisponde al Sole per la sua dimensione di re solare incarnato, e a Marte per la sua dimensione guerriera contro Seth. L'asteroide 1924 Horus, scoperto nel 1960, e l'asteroide 4769 Castalia (per l'Egitto) sono nei cataloghi. Il segno di Ariete e di Leone esprime la sua qualità solare-marziale. Nel neopaganesimo kemetico Horus riceve offerte di vino rosso, miele, falchi votivi, oli aromatici, all'alba e al mezzogiorno. Le pratiche di guarigione tramite l'Occhio di Horus, di affermazione della propria sovranità, di guarigione dalle ferite paterne sono dedicate a lui. Esplora la tua divinità interiore con il test delle divinità mitologiche.

Profondità simbolica

Nei tarocchi Horus risuona con Il Sole, diciannovesimo arcano maggiore (gioia luminosa del bambino divino), con L'Imperatore, quarto arcano (sovranità incarnata), e con Il Giudizio, ventesimo arcano (chiamata della nuova era, Eone). Nel mazzo Thoth di Crowley la carta dell'Aeon - sostituto del Giudizio - rappresenta esattamente l'avvento di Horus come Hoor-Paar-Kraat (Harpocrates) e Ra-Hoor-Khuit. Sull'Albero della Vita Horus abita Tiphareth (Bellezza solare, Sole) e si estende verso Kether come Hor-pa-Khered, figlio divino.

Simbolicamente incontri Horus quando una situazione chiede di reclamare un'eredità contesa, di guarire una ferita paterna, di rivendicare la propria sovranità di adulto contro forze che cercano di squalificarti. La sua ombra appare come vendetta cieca, identificazione con la rivalità contro la figura paterna o fraterna, regalità presuntuosa. Lavorare con questo archetipo ti invita a chiederti se la tua battaglia per il trono nasce da legittimità o da rivalsa, se il tuo Occhio guarda davvero la totalità. Prosegui con Osiride, suo padre, con Iside, sua madre, oppure torna al glossario principale.

Conosciuto anche come

  • Hor
  • Heru
  • Horus Behdetita
  • Harpocrates
  • Ra-Horakhty

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