Tarocchi di Marsiglia
Il Tarocco di Marsiglia (in francese Tarot de Marseille) è il modello tradizionale dei tarocchi europei codificato in Francia tra il XVI e il XVIII secolo. La sua versione canonica fu fissata da Nicolas Conver a Marsiglia nel 1760. Si distingue per le carte numerali degli Arcani Minori non illustrate (i cosiddetti pip cards), per i colori vivaci limitati a quattro o cinque (rosso, blu, giallo, verde, nero) e per uno stile arcaico fortemente simbolico.
Origine storica
Il Tarocco di Marsiglia deriva dai tarocchi italiani del Quattrocento (Visconti-Sforza, ferraresi, milanesi), portati in Francia dai mercanti durante il Rinascimento. Marsiglia divenne il centro principale della stampa tarocca europea per due ragioni: era il porto di transito dei mazzi italiani in Francia, e ospitava una corporazione di stampatori specializzati nel tarot de cartiers. Le prime versioni marsigliesi datano al XVII secolo: il mazzo di Jean Noblet del 1650 ne è il primo esempio sopravvissuto.
Il modello canonico fu fissato da Nicolas Conver, mastro stampatore di Marsiglia, nel 1760. La sua versione, ristampata sostanzialmente identica per oltre due secoli, divenne lo standard del Tarocco di Marsiglia. Altri stampatori marsigliesi (Camoin, Madenié, Dodal, Payen) produssero varianti minori. Quando Antoine Court de Gébelin nel 1781 scoprì il tarocco e lo dichiarò di origine egizia, era proprio il mazzo di Conver a essere fra le mani dei colti francesi. Da allora il Tarocco di Marsiglia è diventato il mazzo della scuola esoterica francese, contrapposto al Rider-Waite della scuola anglosassone.
Caratteristiche distintive
Il Tarocco di Marsiglia ha una iconografia stilizzata e arcaica con figure piatte, prospettive medievali, gesti simbolici codificati. I 22 Arcani Maggiori hanno disposizioni e attributi specifici: la Forza è all'XI, la Giustizia all'VIII (al contrario del Rider-Waite). I 56 Arcani Minori hanno carte numerali non illustrate: il Sette di Bastoni è semplicemente sette bastoni intrecciati a formare un disegno geometrico, senza scena narrativa. Le Carte di Corte sono in costumi rinascimentali e hanno tutte una postura specifica.
Il colore è limitato a una tavolozza di cinque tinte piatte stampate da matrici xilografiche separate: rosso, blu, giallo, verde, e talvolta carne. Questa limitazione cromatica obbliga a una lettura simbolica più severa — non puoi appoggiarti alle scene narrative del Rider-Waite, devi leggere i simboli puri. Per i lettori di scuola marsigliese (Alejandro Jodorowsky, Philippe Camoin, Yoav Ben-Dov) questo è un pregio: forza il consultante a sviluppare un'intuizione più profonda. Per chi inizia può sembrare ostico, ma chi lo padroneggia spesso non torna più indietro.
In pratica
Il Tarocco di Marsiglia è ideale per chi cerca profondità simbolica più che immediatezza narrativa. Per le tradizioni esoteriche francesi (Eliphas Lévi, Papus, Oswald Wirth, Jodorowsky) è il mazzo «vero», più antico e potente del Rider-Waite. Per consultazioni esistenziali, archetipiche, con i soli 22 Arcani Maggiori, è insuperato. Per la lettura dell'anno con Arcani Maggiori dà letture di grande potenza simbolica.
Per chi inizia, il Tarocco di Marsiglia richiede un piccolo apprendistato in più rispetto al Rider-Waite. Comincia studiando i 22 Maggiori uno per uno, osservando dettagli (direzione dello sguardo, gesti delle mani, oggetti tenuti). Per le carte numerali dei Minori, impara la logica del seme + numero (Tre di Coppe = nascita di un'unione, Sette di Spade = strategia, ecc.). Per consultazioni di tradizione marsigliese, prova il Tarocco di Marsiglia. Lo trovi anche in versione moderna ricolorata da Camoin-Jodorowsky (2000) o Yoav Ben-Dov (2011), entrambe versioni filologiche eccellenti.
Profondità simbolica
Il Tarocco di Marsiglia conserva tracce iconografiche di altissima antichità: alcune sue figure (il Bagatto come venditore di rimedi, il Matto come jongleur, la Papessa come monaca) sono direttamente derivate dalle moralità medievali e dai bestiari illuminati. Alejandro Jodorowsky, in La via dei tarocchi (2004), mostra come ogni dettaglio sia codificato: una mano alzata, un piede scoperto, il colore di una veste — nulla è casuale. Una pagina nel grembo della Papessa, un cinturone slacciato sull'Imperatrice, un occhio chiuso sulla Giustizia: ogni elemento è un piccolo testo da decifrare.
Eliphas Lévi nel Dogme et Rituel de la Haute Magie del 1856 fu il primo a sistematizzare la corrispondenza fra i 22 Arcani Maggiori marsigliesi e le 22 lettere dell'alfabeto ebraico, fondamento di tutta l'esoterismo successivo. Papus (Gérard Encausse) nel 1889 in Le Tarot des Bohémiens sviluppò la cabala marsigliese in un sistema completo. Oggi la scuola Camoin-Jodorowsky è la principale tradizione vivente del Marsiglia. Il mazzo è dunque il fossile vivente della tradizione tarocca europea — più vecchio, più severo e più simbolico del Rider-Waite, ma per molti più potente.
Conosciuto anche come
- Tarot de Marseille
- TdM
- Marseille Tarot
- Tarocchi marsigliesi
- Conver Deck