Nirvana
Il Nirvana (sanscrito निर्वाण, pali nibbana, letteralmente «estinzione», «spegnimento») è il termine con cui il buddismo indica la liberazione definitiva dal ciclo del samsara e l'estinzione dei tre veleni: ignoranza, avidità e avversione. È il fine ultimo del cammino spirituale, lo stato di pace incondizionata che il Buddha descrisse come «l'isola senza tempo», «il porto sicuro». Pur essendo concetto fondamentalmente buddista, il termine appare anche nell'induismo (Bhagavad Gita) e nel giainismo, e in Occidente è oggi sinonimo popolare di felicità suprema, illuminazione, beatitudine assoluta.
Origine
Il termine nirvana - dal sanscrito nir («fuori») e va («soffiare») - significa letteralmente l'estinzione di una fiamma per cessazione del combustibile. Il Buddha storico, Siddhartha Gautama (V sec. a.C.), usò questa immagine per descrivere ciò che accade quando ignoranza, brama e avversione cessano di alimentare la coscienza condizionata. I primi testi pali, come il Dhammapada e il Sutta Nipata, descrivono il nirvana come «non nato, non divenuto, non creato, non condizionato». La Bhagavad Gita (II-I sec. a.C.) usa l'espressione brahma-nirvana, l'estinzione nel Brahman.
In Occidente, il nirvana arrivò attraverso le traduzioni dei sutra buddisti compiute nel XIX secolo da Eugène Burnouf, Max Müller, Rhys Davids e dalla Pali Text Society (1881). Schopenhauer lo identificò con la negazione della volontà di vivere. La Società Teosofica lo presentò come stato di unione cosmica. Nel XX secolo, la diffusione del buddismo zen (D.T. Suzuki, Alan Watts) e tibetano (Chögyam Trungpa, Dalai Lama) ha reso il termine universalmente riconoscibile, fino al successo banalizzante della band Nirvana di Kurt Cobain (1987).
Le due forme del nirvana
Il buddismo distingue due tipi di nirvana. Il nirvana con resto (sopadhishesha-nibbana) è quello raggiunto dal Buddha sotto l'albero della Bodhi e da ogni arhat durante la vita: l'illuminazione è già piena, ma i cinque aggregati psicofisici (skandha) continuano a funzionare fino alla morte naturale. Il nirvana senza resto (anupadhishesha-nibbana), detto anche parinirvana, è quello del Buddha al momento del trapasso, quando anche gli aggregati si dissolvono e cessa ogni rinascita.
Nel buddismo Mahayana, in particolare nella scuola Madhyamaka di Nagarjuna (II sec. d.C.), nirvana e samsara non sono due luoghi distinti ma due modi di percepire la stessa realtà: la vacuità (shunyata) di tutti i fenomeni. Realizzare questa identità è lo scopo del bodhisattva, che rinuncia al nirvana personale per liberare tutti gli esseri. In Occidente, il termine è spesso interpretato come stato di felicità o pace mentale; questa lettura, pur utile, perde la profondità ontologica e soteriologica originaria.
In pratica
Avvicinarsi al nirvana, secondo il Buddha, richiede di percorrere il Nobile Ottuplice Sentiero: retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di sostentamento, retto sforzo, retta consapevolezza (sati), retta concentrazione (samadhi). La pratica meditativa centrale è la vipassana, l'osservazione penetrante della transitorietà, della sofferenza e della non-sostanzialità di ogni fenomeno. Nel buddismo zen, l'esperienza diretta del nirvana è chiamata satori o kensho.
Per orientarti nel cammino, comincia con la meditazione di consapevolezza del respiro (anapanasati) e con la lettura di testi come il Dhammapada o gli insegnamenti di Thich Nhat Hanh. Nel Glossario esoterico esplora termini correlati: Karma, Samsara, Moksha. Anche il chakra della corona è associato alla realizzazione finale.
Profondità simbolica
Il nirvana è simboleggiato dal loto bianco, fiore che si apre puro sulla superficie dello stagno fangoso, e dalla fiamma estinta. Nell'iconografia buddista, il Buddha del nirvana è raffigurato sdraiato sul fianco destro, con espressione di pace assoluta. Questo simbolismo dialoga con la carta del Mondo dei tarocchi (XXI) e con la Stella (XVII), entrambe immagini di pace cosmica realizzata.
In chiave occidentale, il nirvana risuona con la ataraxia stoica ed epicurea, con l'unio mystica dei mistici cristiani (Eckhart, Giovanni della Croce, Plotino) e con il «vuoto» della Cabala (ein sof). Nel sistema dei chakra, il nirvana corrisponde all'apertura completa del Sahasrara, il loto dai mille petali sulla sommità del capo. Esplora il Glossario per altre vie alla liberazione.
Conosciuto anche come
- illuminazione
- estinzione
- nibbana
- liberazione
- risveglio