La Morrigan
La Morrigan (in irlandese antico Mór-Ríoghain o Mór-Rígan, "la grande regina" o "regina-fantasma") è la dea celtica della battaglia, del destino, della sovranità e della morte. Appartenente ai Tuatha Dé Danann della mitologia irlandese, è una figura triplice (talvolta Macha, Badb e Nemain; talvolta Macha, Badb e Anand/Morrigan stessa) che presiede alle guerre, profetizza la vittoria e la sconfitta, e si manifesta come corvo o cornacchia (badb) sui campi di battaglia. Mutaforma potente, può apparire come giovane bella o vecchia lavandaia che lava al fiume gli abiti insanguinati dei guerrieri destinati a morire (la bean-níghe della tradizione gaelica successiva).
Mito e origine
Il nome Mór-Ríoghain ha due interpretazioni etimologiche principali. La prima, "grande regina", combina mór ("grande") e ríoghain ("regina"). La seconda, sostenuta da alcuni filologi, collega il primo elemento al proto-indoeuropeo *moro- ("morte, terrore", da cui il latino mors e il francese mare nell'"incubo"), facendone "regina-fantasma" o "regina dell'incubo". Entrambe le letture sono compatibili con la sua figura. La sua identità è complessa: appare singolarmente come Morrigan, ma anche come membro di un trio (le tres deae) variabile - Macha, Badb e Nemain, oppure Macha, Badb e Morrigan stessa. Questa fluidità è caratteristica della divinità celtica della battaglia.
Le fonti principali sono il Lebor Gabála Érenn (XI-XII secolo), il Cath Maige Tuired ("Battaglia di Mag Tuired"), il Táin Bó Cúailnge ("Razzia del bestiame di Cooley"), il Cath Maige Rath, e vari testi del ciclo dell'Ulster. Nel Cath Maige Tuired Morrigan incontra il Dagda a Samhain in un fiume e si unisce a lui in hieros gamos sacro, garantendo la vittoria dei Tuatha Dé Danann sui Fomoriani. Nel Táin si rivela al guerriero Cú Chulainn in tre forme successive (giovane bella che gli offre amore, anguilla che lo morde, lupa, vacca rossa che lo carica), e quando lui la respinge gli profetizza la morte. La sua iconografia mancante (poche rappresentazioni archeologiche sicure) compensa con una ricchezza testuale notevole.
Attributi e storie
Tu riconosci La Morrigan dalla forma di corvo o cornacchia, che si posa sulle spalle dei guerrieri morenti (un'immagine indimenticabile è quella di Cú Chulainn, mortalmente ferito, che si lega a una pietra in piedi: solo quando un corvo si posa sulla sua spalla i nemici osano avvicinarsi - quel corvo è la Morrigan che proclama la sua morte). La sua mutevolezza è il suo segno: può essere giovane bellissima dai capelli rossi o neri, oppure cailleach vecchia e terribile, oppure animale (lupa, vacca, anguilla), oppure semplicemente una voce profetica nell'aria. Le sue insegne sono il sangue, il corvo, le acque correnti dei fiumi dove lava i panni dei moribondi.
I suoi miti sono fitti di profezia e battaglia. Nel Cath Maige Tuired annuncia la vittoria ai Tuatha Dé Danann con una profezia di pace, ma anche con la sua controparte: una profezia di distruzione ultima ("vedrò un mondo che non amerò"). Nel Táin Bó Regamna appare a Cú Chulainn mentre conduce una mucca rubata, in un duello di parole pieno di trappole. Nel ciclo dell'Ulster è insieme nemica e amante intermittente dell'eroe. Macha, una delle sue forme o sorelle, partorisce gemelli mentre è costretta a correre contro i cavalli del re Conchobar, e nel morire maledice gli uomini dell'Ulster a soffrire dolori da partoriente nei momenti di maggior pericolo - la famosa ces noínden, "malattia dei nove giorni", che spiega come Cú Chulainn debba combattere da solo l'invasione di Medb.
Ricezione moderna
La Morrigan ha avuto una ricezione moderna particolarmente vigorosa nel neopaganesimo, nella spiritualità femminile e nella cultura pop. Il movimento Goddess Spirituality (Mary Daly, Starhawk, Z Budapest) l'ha invocata come simbolo del femminile potente, guerriero, non addomesticato. Nei romanzi fantasy (Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon; Patricia Kennealy-Morrison), nei fumetti (DC e Marvel), nei videogiochi (Dragon Age con il personaggio di Morrigan, Smite), nelle serie televisive (The Magicians, American Gods) appare frequentemente. Nella musica metal e dark folk irlandese è figura ricorrente. Il film Boudica (2003) le accenna come dea della regina celtica.
Nelle pratiche spirituali contemporanee La Morrigan è invocata da chi cerca confronto con la propria ombra, da chi attraversa lutti o passaggi di guerra interiore, da chi cerca la sovranità interiore. Il suo culto è particolarmente vivo nelle correnti druidiche (OBOD, ADF), nel neopaganesimo celtico, nel femminismo spirituale. Astrologicamente corrisponde a Marte come dea della battaglia, a Plutone come potenza dell'ombra e della morte, e in parte a Saturno come signora del destino. Approfondisci con il test della divinità mitologica, e continua con Cernunnos, Brigid, Kali e Hel per paralleli con dee oscure di altre tradizioni.
Profondità simbolica
Nei tarocchi La Morrigan corrisponde al Morte (XIII) come profeta della fine, alla Sacerdotessa (II) come custode oscura del destino, alla Torre (XVI) come crollo improvviso, e in parte alla Ruota della Fortuna (X) come signora del fato. La sua triplicità (Macha, Badb, Morrigan/Anand) richiama la struttura indoeuropea delle tre Norne nordiche, delle tre Parche romane, delle tre Moire greche, delle Trimūrti femminili indù: in tutta l'area indoeuropea il destino è trino. Sull'Albero della Vita cabalistico risuona con Binah (la Madre Oscura), Geburah (la severità marziale) e i Qliphoth.
Una lettura junghiana vede ne La Morrigan l'archetipo dell'Ombra femminile guerriera, l'aspetto della psiche femminile (e dell'Anima maschile) che non si lascia addomesticare, che ha rapporto profondo con la morte, con la verità senza veli, con il furore giustificato. La sua offerta di amore a Cú Chulainn, e la sua collera quando lui rifiuta, è il dramma archetipico dell'Anima respinta che diventa nemica. La sua ombra è la distruttività gratuita, il fascino della guerra come fine a sé stessa, la profezia di morte che diventa profezia che si autoavvera. Lavorare con La Morrigan significa accogliere il proprio guerriero interiore, il corvo che vede dall'alto, la capacità di profetizzare verità scomode, e di portare le acque del fiume dove lavare ciò che dev'essere lasciato. Torna al glossario per altre voci.
Conosciuto anche come
- Mór-Rígan
- Mór-Ríoghain
- Morrígu
- Badb
- Macha
- Regina Fantasma