I Ching
L'I Ching (易經, «Libro dei Mutamenti» o «Yijing» in pinyin) è uno dei testi più antichi della letteratura cinese e uno dei sistemi divinatori più sofisticati del mondo. Risale al periodo Zhou occidentale (ca. 1000 a.C.) e si fonda su 64 esagrammi, ciascuno composto da sei linee Yang (⚊ continua) o Yin (⚋ spezzata). L'oracolo si consulta lanciando monete o steli di achillea per generare un esagramma. Confucio lo incluse fra i Cinque Classici; Richard Wilhelm lo tradusse in tedesco nel 1923, aprendolo all'Occidente.
Origine
La tradizione attribuisce l'invenzione degli otto trigrammi al mitico imperatore Fu Xi (ca. 2800 a.C.), che li avrebbe scoperti osservando i segni sul guscio di una tartaruga emersa dal fiume Luo. Il re Wen della dinastia Zhou (XII sec. a.C.), imprigionato da Zhou Xin, avrebbe combinato i trigrammi in 64 esagrammi e scritto i giudizi. Suo figlio, il duca di Zhou, aggiunse i commenti alle singole linee. Confucio (551-479 a.C.) e i suoi discepoli aggiunsero le «Dieci Ali» (Shiyi), commentari filosofici che trasformarono l'oracolo in classico della saggezza.
La datazione moderna colloca il nucleo originale (Zhouyi) intorno al 1000-750 a.C., con le Ali aggiunte fra il IV e il II sec. a.C. Nel 136 a.C., sotto l'imperatore Wu degli Han, l'I Ching divenne uno dei Wǔjīng (Cinque Classici) obbligatori per l'esame imperiale. La traduzione di Richard Wilhelm (1923), introdotta da Carl Gustav Jung con una prefazione storica sulla sincronicità, lo rese popolare in Occidente. James Legge l'aveva già tradotto in inglese nel 1882.
Struttura e linee
Ogni esagramma è composto da sei linee sovrapposte, lette dal basso verso l'alto. Le linee possono essere giovani (stabili) o vecchie/mutanti (in trasformazione verso l'opposto). I 64 esagrammi nascono dalle combinazioni di due trigrammi, uno inferiore (interno) e uno superiore (esterno). Gli 8 trigrammi base (Cielo, Terra, Tuono, Acqua, Monte, Vento, Fuoco, Lago) formano il Bagua, e si combinano in 8×8 = 64.
Il testo di ogni esagramma comprende: il Giudizio (Tuan) del re Wen, l'Immagine (Xiang) del duca di Zhou con l'invito etico, e i commenti alle sei linee mutanti. Le linee mutanti generano un secondo esagramma («ottenuto»), che indica l'evoluzione della situazione. Per esempio l'esagramma 1 (Qián, il Creativo, 6 linee Yang) con tutte le linee mutanti diventa l'esagramma 2 (Kūn, il Ricettivo, 6 linee Yin): la massima attività si trasforma nella massima ricettività.
In pratica
Per consultare l'I Ching tradizionalmente si usano 50 steli di achillea (yarrow), oggi sostituiti da 3 monete. Si lanciano le monete 6 volte: testa = 3, croce = 2. La somma dà 6 (Yin mutante), 7 (Yang stabile), 8 (Yin stabile) o 9 (Yang mutante). Si costruisce l'esagramma dal basso, lancio dopo lancio. La domanda va formulata con rispetto, in modo aperto e non ripetitiva: l'I Ching non risponde due volte alla stessa domanda nello stesso giorno.
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Profondità simbolica
L'I Ching incarna la visione cinese del cambiamento perpetuo: nulla è statico, tutto fluisce dallo Yin allo Yang e ritorno. Il testo non predice eventi fissi ma descrive la qualità del momento, suggerendo l'atteggiamento corretto da assumere. La saggezza è seguire il «Tao», la Via, accordandosi con i ritmi cosmici invece di forzarli. Confucio commentò che, avendo cinquant'anni e l'I Ching come compagno, avrebbe potuto «evitare grandi errori».
Carl Gustav Jung trovò nell'I Ching la conferma empirica della sua teoria della sincronicità: l'esagramma estratto in un momento riflette la costellazione psichica simultanea, in una connessione acausale tra interno ed esterno. Leibniz scoprì nella sequenza degli esagrammi il sistema binario matematico. Il filosofo tedesco Hellmut Wilhelm, figlio di Richard, dedicò la vita a interpretare l'I Ching come «libro della vita». Esplora altri oracoli archetipici nel portale Oracoli.
Conosciuto anche come
- Yijing
- Libro dei Mutamenti
- Zhouyi
- Oracolo Cinese
- Classico dei Cambiamenti